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IL CASO/ Marco Baldini e i debiti, quando la confessione è un "secondo battesimo"

Marco Baldini (S) con Fiorello (Infophoto) Marco Baldini (S) con Fiorello (Infophoto)

Io non mi spiego diversamente la sincerità e l'onestà disarmante di Baldini: nell'intervista egli riconosce l'origine delle disgrazie nel proprio errore alla stessa maniera di quando, nella Confessione, si accetta la sincerità e l'umiliazione di accusare i propri peccati, senza la furbata consueta di scaricare le colpe sugli altri. Che poi, se di peccato vogliamo parlare, si trattò di peccato veniale: nel 1991 Baldini fece la sciocchezza di rigiocare 20 milioni di lire che un amico gli aveva prestato perché pagasse i debiti e finisse tutto lì. E invece… Ma si trattò di una roba da 10mila euro di adesso, una cifra non da capogiro, come una piccola palla di neve che poi però è diventata valanga. "Fu l'errore più grande della mia vita".

Nemmeno se la prende, Baldini, con quelli che oggi non hanno "né la voglia né il coraggio" di fidarsi e di investire su lui, per dargli una chance: "Non li biasimo. Chi vorrebbe darmi una mano non ha i soldi, chi ha i soldi non mi dà una mano". E, nella sua disgrazia, si considera "più fortunato di chi è stato licenziato e ha tre figli da mantenere". Dalla moglie si è separato "per non rovinarle la vita". Ma se chiedi a Baldini se c'è qualcuno che gli sta vicino, ti risponde: "Lei. Lei e qualche amico". Ecco, qualcuno che, come un segno, c'è.

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COMMENTI
18/11/2014 - Il titolo (Giuseppe Crippa)

Di Baldini, che so a mala pena chi sia e che non ho mai seguito alla radio, non mi importa nulla ma ho letto l’articolo soltanto perché incuriosito dal titolo che parla di confessione definita “secondo battesimo”… Ho trovato parole che mi hanno fatto riflettere e che rileggerò ancora. Un grazie a Maurizio Vitali.