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SANTO DEL GIORNO/ Il 19 novembre si festeggia San Simone eremita

Nel giorno 19 novembre, la Chiesa Cristiana onora e ricorda San Simone. Simone è un nome molto diffuso nella Bibbia. Infatti, deriva dall'ebraico Shim'on. Vediamo la storia del santo

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SAN SIMONE, SANTO DEL GIORNO (19 OTTOBRE). Nel giorno 19 novembre, la Chiesa Cristiana onora e ricorda San Simone. Simone è un nome molto diffuso nella Bibbia. Infatti, deriva dall'ebraico Shim'on, nome che si basa sulla radice del verbo shamà, che vuol dire ascoltare. Simone dunque è colui che ascolta la parola del Signore, e si trova spesso anche nella versione Simeone. Tanti sono i santi che portano questo nome: basti pensare a Simon Pietro, il più fedele degli apostoli del Cristo e primo papa della Chiesa Cattolica. Il san Simone che si celebra nel giorno del 19 novembre, secondo il martirologio cristiano, visse nel X secolo dopo Cristo ed era un Abate. Viene ricordato come eremita, poiché trascorse gran parte della sua esistenza in eremitaggio presso il Massiccio del Mercurio, in Calabria.
L'episodio con il quale è ricordato riguarda una missione che San Simone fu incaricato di svolgere in Africa. Gli Arabi, che in quegli anni erano in lotta con l'Occidente, avevano infatti rapito alcuni monaci e li avevano poi condotti in prigionia nel continente africano. Il compito di san Simone era quello di liberarli, attraverso una pacifica mediazione: impresa che sarebbe apparsa ardua, o impossibile a molti, ma non a lui, che si armò della sua salda fede e si recò quindi in soccorso dei suoi confratelli.

Da uno di loro seppe che essi erano sottoposti a torture e pressioni affinché abiurassero la fede cristiana: ovviamente i monaci si rifiutarono e i Saraceni che li tenevano in prigionia alzarono il braccio, per percuotere quegli uomini così ostinati nel loro credo. Fu allora che avvenne il miracolo più eclatante compiuto da san Simone, il quale invocò l'aiuto divino ed ottenne che il braccio dei persecutori rimanesse come paralizzato, incapace di sferrare il colpo. Allora i Saraceni implorarono benevolenza, e il santo si impietosì e ottenne la loro guarigione. In seguito a questo gli arabi furono riconoscenti, e acconsentirono di lasciar andare i monaci che aveva catturato.
Di ritorno in Italia, san Simone però decise di ritirarsi in eremitaggio in Calabria, ma ancora oggi è molto venerato anche e soprattutto in Oriente. Si sa però che andò anche molto errando per tutta la penisola: aveva infatti desiderio di vedere i più importanti santuari esistenti, dove poi si ritirava in meditazione, digiunando e pregando. La sua presenza è testimoniata a Parma, presso la chiesa di San Benedetto posta sull'isola che si trova tra il Po e il Larione sul Mantovano. Fu lì probabilmente in concomitanza con l'erezione della chiesa di San Paolo.
Come si diceva però la sua venerazione è particolarmente sentita in Oriente, più che in Italia, dove pure trascorse gran parte della sua esistenza di pellegrino ed eremita. Il luogo a cui san Simone è tradizionalmente associato, il Mercurion, che è un territorio che si trova all'interno del Pollino, tra i secoli X e XI fu un importante polo per la fioritura del monachesimo greco orientale, anche se il suo nome viene dal fatto che in antichità probabilmente qui sorgeva un tempio del dio Mercurio.

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