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IL CASO/ Quei bambini uccisi dalle madri e dalle nostre agende

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Quei venti casi, certo, gridano qualcosa del genere, dicono: "il figlio è mio". Una donna porta sempre con sé quello che ha, e se possiede qualcuno, se si uccide porta con sé anche lui. Si distrugge tutto quello che era in vita nella nostra vita: i figli come se quei figli non fossero la loro vita — quella dei figli — ma solo e soltanto un'appendice di quella delle madri.

Dire a un figlio: vita mia, è una bella cosa. Ed è bella perché è vera. Ma è solo una parte della verità. Il cuore della verità è che quel pezzo di cuore che è tuo figlio, è altro da te. Gli hai dato la vita, ed ora è la sua. È sua. Non è tua. Non gliela puoi rovinare. Non gliela puoi prendere. Amare non è possedere, è donare. Dal dono nascerà il legame. Madri e figli si nasce e si cresce insieme ma non si muore insieme. Il legame non può diventare cappio. 



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COMMENTI
05/11/2014 - l'importante è non tacere (Paola Baratta)

Articolo difficile da scrivere. Perchè ogni spiegazione a drammi tanto atroci finisce sempre per essere parziale, per risultare insoddisfacente. ma forse il motivo per scrivere non è spiegare. ma scavare. Scavare nel nostro cuore e non tacere. Violenze in famiglia, madri che uccidono figli e poi si tolgono la vita. Sono realtà che esistono e anche se fa male bisogna guardarle. guardare è il primo passo per curare. Gesù guarda sempre in viso prima di guarire o convertire. Il samaritano guarda l'uomo ferito, prima di accostarsi a lui e soccorrerlo. bisogna guardare queste realtà col cuore. Sapendo che non c'è spiegazione sufficiente, Anche quella della generatività appare insufficiente per spiegare una madre che porta sè stessa e il figlio alla morte. ma qualsiasi spiegazione si dia, l'importante è non tacere. E saper e che un amore così crudele esiste. esite anche in noi: ce lo dice il mito. Medea. Pasifae. Donne che compiono orrori in nome dell'amore. e non sono extraterrestri. Portano in sè una forza che è del genere umano. che può costruire ma anche diostruggere. e affinchè costruisca, bisogna conoscerla questa forza. guardarla. anche quando fa fare cose orribili. trovo l'articolo molto coraggioso, per questo motivo.

 
03/11/2014 - Genesi 19,30 (luisella martin)

"Poi Lot ... si stabilì sulla montagna con le due figlie ...La maggiore disse all'altra: -Nostro padre è vecchio e qui intorno non ci sono uomini per sposarci come si fa dappertutto. Vieni, facciamo bere nostro padre e passiamo la notte con lui: così avremo figli da nostro padre- ... Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre. La maggiore partorì un figlio che chiamò Moab ....Anche la sorella minore partorì un figlio che chiamò Ben-Ammi ..." Tutte noi, mamme cristiane, dovremmo sapere che i figli non sono nostra proprietà, che essi sono un dono del Dio della vita per noi, un dono che non possiamo "rubare"! Dovremmo saperlo, se i nostri catechisti, sacerdoti e non, ci avessero fatto capire che la Bibbia è ancora oggi (e lo sarà sempre) la nostra maestra di vita. Io ho letto per la prima volta quel passo della Genesi a 70 anni! Forse c'è anche qualcun altro responsabile della morte di tutti quei bambini, o no?