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CAMORRISTA 16enne/ C'è qualcosa di più grande del cuore di mamma

Ha rinnegato la madre, l'ha chiamata una "infame": il caso del ragazzo napoletano che preferisce la criminalità all'amore materno. Il commento di GIANFRANCO LAURETANO

Periferia napoletana Periferia napoletana

Sarò matto, ma quando ho appreso la notizia che un ragazzo di 16 anni di Napoli, arrestato per spaccio di droga e affiliato ad un clan camorristico, ha rinnegato in tribunale la madre diventata collaboratrice di giustizia, che aveva chiesto aiuto al giudice per strappare il figlio alla malavita, mi è venuto in mente Gesù. Tutti e tre i Vangeli sinottici riportano un episodio strano, che sembra anch’esso un rinnegare la Madre: “Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre»”. 

Il fatto evangelico e quello di Napoli sembrano convergere verso un punto di accordo: esiste un amore più grande di quello di una madre, con buona pace di tanti teorici del mammismo assoluto, ideologia ben radicata in Italia. Ecco dunque una bella lezione per molti: finita l’infanzia, il cuore di mamma non basta più. Esiste un punto di rottura di fronte a cui le tante mamme (e oggi, ahimé, i tanti mammi), che continuano a rimandare a se stessi come unica o miglior salvezza per i figli, devono arrendersi. Dal punto di vista psicologico ed esistenziale ciò che è successo al giovane camorrista di Napoli succede a molti ragazzi, forse a tutti: ad un certo punto l’affetto familiare non basta più. Tutti sentono prima o poi questo desiderio di un’affezione, un’appartenenza altra, diciamo pure (a sentire Gesù), più grande persino dell’amore materno, quello che persino nel Vangelo, in un altro passo, è paradigma di amore gratuito e sconfinato. Ma insufficiente. 

I genitori, babbi e mamme, sono in realtà dei traghettatori, verso ideali e affetti che non possono fermarsi solo a se stessi, fossero anche disposti al sacrificio della vita, come per molti è. Non credo, o non spero almeno, che i genitori dei tanti giovani occidentali che vanno a fare la guerra santa musulmana nell’Isis vogliano questo per i figli: ma un ideale più grande, ancorché tragico e assurdo, è ciò che si desidera e ciò che questi giovani cercano strappandosi al cuore di mamma. 

La seconda considerazione riguarda la natura della camorra e di queste affiliazioni alle varie possibili mafie di cui in Italia siamo tutt’ora i più fantasiosi inventori. Non si tratta solo di adesioni per necessità, per desiderio di denaro e di delinquere, o per la pressione dell’ambiente in cui ci si trova a nascere. C’entra evidentemente anche qui qualcosa di più grande del cuore di mamma, quindi qualcosa di affettivo e ideale. 


COMMENTI
20/11/2014 - Mamma (luisella martin)

Cosa si può aggiungere nel commentare un articolo così lucido, semplice, illuminante? Le parole di Gesù citate rimandano ad un concetto di madre più ampio, per cui può sembrare lecito e logico rinnegare una madre "diversa" dagli stereotipi comuni... Credo che quella cosa più grande che spinge ad allontanarsi dalla madre sia la libertà che é scelta di agire bene, ma anche libertà di compiere il male. Torno con il pensiero alle mamme, ai papà denunciati dai figli nei regimi totalitari, ma allo stesso tempo la mente mi porta al Giardino dell'Eden dove il male suggerisce ad Eva quale scelta di libertà compiere. Non é cambiato molto dal racconto bibblico, se non il contesto diventato, oggi, "civile"! Mi pare perciò che vi sia anche una responsabilità grande, spesso disattesa, della società nel lasciare che il serpente suggerisca ai giovani la strada della perdizione, della perdita di sé stessi. Questa responsabilità mi pare essere di tutti e di ciascuno e forse é più grande anche del cuore di una mamma.