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ABORTO & REPUBBLICA/ Augias, quante bugie sull'obiezione di coscienza

Pubblicazione:venerdì 21 novembre 2014

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Come peraltro chiede la legge stessa, nella parte che meno è stata attuata: quella appunto del sostegno alla libera scelta della donna di NON abortire. Anche in questo caso, manca il coraggio di rispettare una legge.

Ma questo Augias si guarda bene dal dirlo. Proprio perché c'è dietro un'ideologia.

E che tristezza, in ultima analisi, veder uscire questo articolo nella Giornata Mondiale dell’Infanzia, quando la Convenzione Onu chiede di proteggere i diritti dei bambini "sia prima che dopo la nascita", come recita il Preambolo del 1989: tenuto presente che, proprio la Dichiarazione dei diritti del fanciullo,  adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1959, "il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e intellettuale, ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali compresa un'adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita".



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COMMENTI
26/11/2014 - Libertà di scelta per i medici... e per le madri? (Franco Bonalumi)

Io penso che un medico abbia diritto a essere obiettore, su una questione come questa; non sono d'accordo con chi dice "se fa quella professione non può obiettare". Ma se si vuole essere coerenti, non si può garantire solo la libertà di scelta dei medici e poi fare spallucce quando la libertà di scelta delle madri è a rischio. Augias non si inventa nulla, quando dice che la stragrande maggioranza dei medici negli ospedali pubblici sia obiettore: è un dato di fatto. E tale dato di fatto finisce oggettivamente per calpestare la libertà di scelta di una donna di avvalersi o meno del diritto all'aborto (sancito dalla medesima legge che dà al medico il diritto all'obiezione di coscienza). L'autore di questo articolo ci dice che l'alto numero di medici obiettori dovrebbe farci capire che forse l'aborto è contrario al giuramento di Ippocrate: peccao si dimentichi di citare il fatto che molti di quei medici che obiettano all'interno di strutture pubbliche effettuano poi tranquillamente interventi di natura abortiva nei propri studi privati, in modo da guadagnarci su qualcosa: questo non mi pare molto in linea col giuramento.

 
25/11/2014 - l'ideologia (luisella martin)

Io credo che nessuna bugia potrebbe vincere sulla verità lampante che la Chiesa porta avanti(non per ideologia, ma per rispetto innanzi tutto della vita naturale), se ad ascoltare in silenzio queste bugie non vi fossero migliaia di donne per bene che, prima che la legge fosse approvata, hanno abortito. Quando venni al Sud fui colpita dal fatto che anche donne colte, credenti, benestanti, erano ricorse all'aborto non per motivi di salute, di povertà, ma per una "modernità" che compiaceva sopratutto il marito. Ricordo che anni dopo,quando l'aborto assistito era ormai consentito, mi offersi di crescere io il futuro bambino purché una cara amica, più ricca di me, non abortisse. Fui criticata dalla madre per questo ed ancor oggi, dopo molto tempo, l'amica non vuol più saperne di me. Se tutte le donne che hanno abortito avessero il coraggio di costituirsi in associazione,di vincere il silenzio a cui la società sembra condannarle, riuscirebbero di certo a combattere e vincere la piaga dell'aborto: esse, infatti sanno - molto più di qualunque giornalista - quale devastazione sia per la donna quella scelta!