BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAGAZZA SUICIDATA/ Martina, 16 anni, uccisa dalla nostra assenza

Pubblicazione:venerdì 21 novembre 2014

Martina Del Giacco (Immagine dal web) Martina Del Giacco (Immagine dal web)

Martina, 16 anni, cadavere riaffiorato nell'Arno, con tutta probabilità si è suicidata. Secondo gli investigatori l'ipotesi più probabile è che la ragazzina si sia uccisa gettandosi nel fiume la sera in cui era uscita di casa. Aveva dato l'annuncio su facebook di quello che sarebbe accaduto. Non una volta. Ecco un esempio: "C'è tempo fino a stasera e basta. No, questa cosa ha un senso, non ho bevuto né niente. E comunque domani si vedranno le differenze". 

È per questo che rimaniamo fermi e la croce rimane al muro. Perché prendere la croce vuol dire che la parola sta a noi. Non ci sarà nessuno a dirci perché. Ma sono io. Io mi devo chiedere perché sei un'estranea che mi abitava in casa. Ti ho partorito, magari. O forse ti ho dato il mio cognome. O eri sul mio registro di classe. O eri nel mio confessionale di prete. Magari. E comunque eri sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. Perché non eri nelle mie orecchie? 

Per ascoltarci, bisogna esserci. Non basta un sms, un whatsapp. Ci vuole la faccia, lo sguardo, le mani per capire se tvb è vero. Se Ok è vero. Se "ci vediamo stasera" è vero. Perché lo hai pubblicato, postato, twittato, e non me lo hai detto? Perché c'era la connessione e invece io non c'ero? "Questo posto non fa per me": bruttissimo post su fb. Non sembra minacciosa come frase. Ne dicono di peggio gli adolescenti. Ne urlano di peggio.

Ora che il suo corpo è stato ripescato. Ora che si parla di suicidio si dice che era "la via più temuta". Viene voglia di trovare degli esperti per cercare una via di fuga dal senso di colpa, dal peso di essere sopravvissuti ai propri figli, nipoti, alunni, amici.

Gli esperti ci danno "indicatori di disagio" quali: comportamenti ostili, aggressività, consumo di alcool e droga, e così via che però, peccato, sono il ritratto del 90 per cento degli abitanti delle camerette delle nostre case.

D'altra parte si può chiedere aiuto in tanti modi, anche solo con gli occhi. Eccolo il problema, la "malattia", che non è la loro ma la nostra. Di noi adulti. Dove siamo? Siamo dove c'è la connessione, ma gli sguardi non entrano in un sms. Ci sono cose che non si possono inviare. Ci vuole un genitore, anche se non capisce niente, anche se è il solito che non ascolta; un insegnante, anche se è uno tosto; un prete, anche se figurati che ci capisce quello. Dove siamo?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
21/11/2014 - Martina mi dispiace (claudia mazzola)

Queste sono le notizie che ti mettono a terra, si pensa di non potersi rialzare più. Invece c'è Qualcuno a cui aggrapparsi, la nostra e mia forza, un Uomo di nome Gesù. Forse Martina non lo aveva ancora incontrato. Gesù vienici incontro ancora di più.