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IL CASO/ Niente cresima al figlio del boss, ma la scomunica di Francesco dov'è finita?

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Palermo, il duomo di Monreale (Infophoto)  Palermo, il duomo di Monreale (Infophoto)

Copio parole che il Papa pronunciò il 21 giugno nella diocesi di Galantino. "La 'ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato. Bisogna dirgli di no!". Sto parlando di questo. Questa "adorazione del male", nel caso della mafia e della 'ndrangheta, non è un filo sottile e invisibile. È un confine che, sì attraversa il cuore, ma perché prima c'è stata la punciuta, cioè la puntura dell'indice della mano che l'iniziato userà quando sparerà. Esce del sangue e quel sangue imbratterà un'immaginetta sacra e, dinnanzi al resto della "famiglia" verrà pronunciato un giuramento solenne. Non c'è nulla d'ambiguo. È chiaro come il sole e come la tenebra. È un sì, che dice un no alla vita, all'onestà, a Dio. Perché non riusciamo ad ascoltare quello che ha detto Papa Francesco e a farlo diventare un fatto canonico?



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COMMENTI
23/11/2014 - bisogno di chiarezza (Paola Baratta)

Credo che dall'articolo emerga forte un'istanza di chiarezza. Probabilmente il vescovo, con la sua decisione di non ammettere in cattedrale il giovane figlio di uno dei sicari di don Pino Puglisi che lì è sepolto, ha voluto dare un segno simbolico. Un atto coraggioso di condanna da parte della chiesa della mafia e del sistema mafioso. Solo che questo gesto, se isolato, rischia di creare più confusione che altro. Gli stessi responsabili del centro che Pino Puglisi aveva aperto, avrebbero auspicato che tutto il gruppo di ragazzi fosse fatto cresimare in un'altra Chiesa, senza "trattamenti particolari" per nessuno. Inoltre dalle cronache pare che sia emerso come solo pochi mesi fa in quella cattedrale sia stato celebrato un matrimonio in cui la sposa era imparentata con i medesimi sicari. Da qui emerge il rischio di inefficacia di provvedimenti "una tantum" che possono prestarsi anche fraintendimenti. L'atto della scomunica, ciò che papa Francesco auspicava, è invece un gesto di chiarezza. Ed è importante farlo verso chi nella mafia è dentro. Perchè è significa"gridare" che la Chiesa, Cristo, Maria, i Santi non c'entrano nulla con quei riti d'iniziazione che vorrebbere piegare la fede,alla sopraffazione.Gli effetti sarebbero evidenti poi anche verso i simpatizzanti, etc, etc. Ma prima occorre colpire il cuore di un'organizzazione che tenta di profaranare il volto di Cristo scimmiottandone le fattezze e il culto per giustificare violenza. L'Anticristo. Occorre la scomunica.

 
23/11/2014 - risposta (elisabetta galli)

Se sei un adolescente e ti sei preparato con i tuoi compagni, nella tua comunità, a ricevere il sacramento in una festa tutti insieme e te ne privano per motivi di opportunità dovuti alla tua nascita, non ti senti il figlio del re. Il sacramento ha la sua efficacia e il ragazzo sarà accompagnato sicuramente a saper vivere questo momento così delicato, ma rimane un segno forte. Opportuno, necessario, doveroso, come si vuole, ma comunque doloroso. La scomunica, in questo caso, non sarebbe a seguire a denuncia o auto condanna ma per il solo fatto di essere diventati appartenenti alla criminalità organizzata. Logicamente tutta la società civile, noi, deve, dobbiamo vivere onestamente.

 
23/11/2014 - I figli (luisella martin)

Questo articolo non l'ho capito! Fare la Cresima in una cappella privata é forse una punizione? A me sembra un premio, un privilegio che una volta era concesso ai figli del re! Andando avanti si parla di scomunica che dovrebbe essere resa "obbligatoria" solo per quelli che hanno compiuto il rito di iniziazione (e poi lo andrebbero a raccontare al Vescovo?)mentre si dovrebbe essere tolleranti verso i simpatizzanti. Leggevo ieri un interessante articolo sul peccato che affermava che "Noi riconosciamo solo le colpe da cui ci siamo allontanati". Io credo perciò che, per fare convertire i mafiosi, non servano le scomuniche canoniche, ma sia più importante che coloro che non sono mafiosi riconoscano i loro peccati di fronte a Dio e si convertano. Penso che, così facendo, i mafiosi capiranno di agire male. I primi cristiani-ed erano pochi- non criticavano i romani e le loro crudeltà;oggi che i cristiani onesti sono molti di più dei malavitosi(o no?)forse possiamo vincere il male degli altri solo riconoscendo il male che facciamo noi, senza doverci immolare tutti come Don Puglisi.