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IL CASO/ Divorzio-lampo, bonus, 80 euro: il governo aiuta la famiglia quando non c'è più

Pubblicazione:lunedì 24 novembre 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il Governo Renzi ci ha abituato alla politica dell'annuncio, una tecnica sperimentata per rilanciare la speranza, attivare desideri e illusioni, salvo poi obbligare tutti a fare i conti con una realtà sempre molto faticosa da accettare, perché da un lato non alleggerisce la fatica quotidiana delle famiglie, appesantite da una crisi ormai decennale, e sotto certi aspetti rende sempre più fragili i legami su cui si fonda la famiglia, esponendola ad una strana precarietà affettiva ed effettiva.  

Presentando la legge di stabilità in conferenza stampa, Renzi aveva postato un tema così delicato anche su Twitter, affermando: "La differenza tra la finanziaria 2014 e quella 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui". La manovra prevedeva 36 milioni di euro, 6 in più rispetto ai 30 previsti e, aggiungeva il premier, con una drastica diminuzione delle tasse. "Imprenditori, non avete più alibi". Ma le cose non stanno proprio così, almeno non dicono questo i lavori in commissione Bilancio alla Camera, dove ancora oggi si stanno discutendo gli emendamenti necessari per migliorarne l'impianto e rendere così migliore la qualità di vita delle famiglie italiane. 

Di pressione fiscale si parlerà sì, ma entro la fine di marzo 2015, quando i nodi previsti dalla delega fiscale verranno finalmente al pettine. Solo allora infatti il Parlamento sarà chiamato a votare le misure che dovrebbero ridurre la pressione fiscale, nella speranza di renderle più eque, attenuando quel profondo disagio che sperimentano tutti i cittadini davanti a norme che in molti casi appaiono inique.  

Nella legge di stabilità 2015 troviamo pochissimi riferimenti alle famiglie: confermato il bonus di 80 euro ai lavoratori dipendenti con un reddito annuo di 26mila euro. Dal 2015 verrà inoltre erogato un assegno di 80 euro al mese per ogni nuovo bambino nato o adottato residente in Italia. Sono stati stanziati circa 250 milioni per il fondo della carta acquisti e ci saranno altri 300 milioni per interventi a favore della famiglia, uno sviluppo territoriale dei servizi socio-educativi della prima infanzia. E' stato inoltre pressoché raddoppiato il fondo per la non autosufficienza e i dipendenti privati in via sperimentale potranno richiedere al proprio datore di lavoro di usufruire della cifra maturata fino ad allora con il Tfr.  

Al Governo, in tempi di crisi e in carenza di risorse, tutto ciò sembra molto.. molto di più di quanto abbiano fatto i governi precedenti. Ma in realtà siamo ben lontani da quella prospettiva di sviluppo che dovrebbe caratterizzare politiche forti in favore della famiglia, della sua coesione e della sua apertura alla vita e all'accoglienza nei confronti delle persone più fragili. La forbice in cui si collocano gli interventi previsti da questa legge di stabilità 2015 prevede da un lato servizi all'infanzia: bonus bebè e asili nido, e dall'altro servizi per i gravi, i gravissimi disabili, i non autosufficienti, con una terza misura di contrasto alla povertà per le famiglie indigenti attraverso la social card. 


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