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NEONATA MORTA IN UN CASSONETTO/ Una disperazione che solo la preghiera può sfidare

Pubblicazione:martedì 25 novembre 2014

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Purtroppo è una notizia già vista. Un articolo già scritto. Neonata trovata in un cassonetto a Palermo. Non c'è novità nel dolore umano e nelle tragedie che costellano la cronaca e la coscienza. Ma lei, la bimba, invece, era nuova.  Lo dice anche il nome. Neonata. Così nuova che neppure le hanno dato un nome tutto per lei. Chi l'ha fatta nascere non ha voluto. Non ha potuto. O forse lo ha fatto e non lo sapremo mai. Non ha fatto in tempo chi l'ha soccorsa. È morta poco dopo il ricovero. 

La parola "neonata" per una vita morta così in fretta, così sola, in un cassonetto della nettezza urbana, ha un sapore ancora più amaro e tragicamente sarcastico: stona nel cuore e stona nella bocca. La grammatica italiana e la grammatica dell'anima vanno d'accordo. Stonano entrambe. Potrei continuare a scrivere per ore frasi tra il poetico e il patetico. Perché è veramente doloroso che accada, e ancor di più che accada ancora. Scorro la colonna delle news in tempo reale della schermata dell'Ansa e vedo che in poco più di due ore tutte le attenzioni e l'amore e la giustizia che questa bimba non aveva avuto nella sua vita prima del ritrovamento, sono arrivate. Non voglio dire nulla sulla mamma, sembra che la bimba fosse stata partorita non più di due ore prima del ritrovamento: ha già il suo dolore. Neanche voglio dire nulla su chi l'ha aiutata e ha gettato la bambina viva nel cassonetto, ha già la sua coscienza a pesargli. Voglio leggere i commenti perché rispondono alla domanda: cosa diciamo noi, davanti a lei, la bimba? E questa volta mi sembrano tutti meglio di quello che avrei potuto dire io.

Si sono divisi. Molti gridano allo scandalo. Alla fine dell'umanità. All'uomo bestia, anzi no, neanche le bestie fanno così. Alla donna assassina che poteva arrivare all'ospedale, ai carabinieri, ad un portone. Una donna dice quello che ogni donna pensa: ma perché i figli vengono a chi non li vuole? Una signora parla e virgoletta e dice "gravidanza indesiderata". Lei deve essere una lontana dalla disperazione e lo si vede anche dalla terminologia. È una signora educata. Non desiderare è qualcosa, un lusso, mi si passi il termine, per chi ha ancora spazio per i desideri. Non giudico chi l'ha scritto ma "gravidanza non desiderata" è una cosa che dice chi non sa cosa vuol dire essere disperati. Che vuole dire senza speranza, cioè che anche il cassonetto ti sembra una soluzione. Non è una definizione teologica ma rende bene. Toglie la vita, la mancanza di speranza. 


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COMMENTI
25/11/2014 - Prego per questa due mamme unite nel dolore (claudia mazzola)

Prima al supermercato la cassiera italiana piangeva xché suo ex marito musulmano le ha portato via la figlia piccina. "E' come strapparti il cuore" mi ha detto. Io penso che quella mamma di Palermo non voleva buttare la sua bambina, gli sarà stata tolta da un cattivo.