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ALLERGIE/ Alimenti a rischio segnalati nel menù: cosa cambia al ristorante

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A partire dal 13 dicembre i ristoranti, i self service e i bar dovranno accompagnare ai menu un foglietto illustrativo per segnalare la presenza di sostanze a rischio allergie. Sono 14 i principali nutrienti che sono fonte di allergia, quali: i cereali contenenti glutine; i crostacei; le uova; il pesce; le arachidi; la soia; il latte e il lattosio; la frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, pistacchi); il sedano; la senape; i semi di sesamo; l’anidride solforosa e i solfiti se superiori a determinate concentrazioni; i lupini; i molluschi. Un modo per proteggere la salute degli otto milioni di allergici ad alimenti in Italia, che rischiano la vita per shock anafilattico se si mangia ciò che fa allergia. Una disposizione che diventa un obbligo in applicazione del Regolamento europeo 1169 del 2011, che è stato già applicato negli altri Stati membri. E adesso, seppure in ritardo, l’Italia si adegua. «A tre anni dalla pubblicazione del regolamento europeo – dice Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) - gli esercenti italiani attendono ancora di sapere quali indicazioni dovranno fornire e come lo dovranno fare. E non sanno l’entità delle sanzioni in caso di inadempimento. L’inerzia dei nostri governanti è inaccettabile». Mentre esultano gli allergologi, tra questi Giselda Colombo, allergologa del San Raffaele di Milano: «Finalmente la trasparenza a tutela della salute. Ieri, un bambino allergico all’uovo ha avuto uno choc anafilattico con ricovero d’urgenza dopo aver mangiato un hamburger preparato dalla nonna. Perché? Il macellaio aveva usato l’albume d’uovo per amalgamare la carne. Anche una frittura di pesce con olio di arachidi potrebbe causare uno choc. Non deve accadere». (Serena Marotta)



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