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PAPA A STRASBURGO/ 1. Violante: senza Francesco l'Europa muore

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Qui andiamo alle radici di un'idea trascendente. E' un appello ai dati più profondi della natura umana, ma su questo passaggio non mi sento di dire di più.

 

Che responsabilità abbiamo nella creazione di un'Europa "nonna", priva di qualsiasi attrattiva?

Viviamo in un'Europa che non è più protagonista e che deve riguadagnare un posto nel mondo. Quando il Papa fa riferimento alle difficoltà che possono anche essere "potenti promotrici di vita", parla del futuro dell'Europa. Di fronte a una serie di voci che si limitano a prendere atto di un ruolo non più primario dell'Europa, il Papa è uno dei pochi a guardare verso il futuro.

 

Da un punto di vista politico quali sono i passaggi più significativi del discorso?

Sono tanti i passaggi importanti del discorso del Papa sui quali la politica dovrebbe riflettere. Da quelli che riguardano la natura, la terra e l'aria, ai passaggi relativi alla democrazia e all'Europa. Tutte cose dalle quali la politica deve trarre degli strumenti per costruire speranza e progetti per il futuro. 

 

Il Papa difende a più riprese il ruolo che il cristianesimo ha avuto per l'Europa. Lei come accoglie questo appello?

E' il cristianesimo che sviluppa l'idea dell'uguaglianza, del valore della persona umana e della sua dignità. Nel pensiero greco c'erano l'uomo libero e lo schiavo. Il cristianesimo rompe questa divisione e afferma che tutti gli uomini sono uguali e hanno pari dignità. Il cristianesimo ha quindi un ruolo fondamentale nella valorizzazione della persona umana in quanto tale.

 

L'appello alla pace da parte del Papa è solo un invito di routine o qualcosa di più?

Non si può leggere questo appello alla pace prescindendo dall'altro discorso che ha fatto Papa Francesco, quando ha detto: "Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli". Quella delle guerre è una preoccupazione di fondo del Papa, e d'altra parte se lei guarda come è collocata l'Europa in questo momento, dall'Ucraina alla Libia, ci circonda una cintura nella quale la violenza e l'instabilità  sono fortissime.

 

(Pietro Vernizzi)

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