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PASOLINI/ Quell'ansia di redenzione che ribalta ancora i nostri cuori

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Pier Paolo Pasolini (1922-1975) (Infophoto)  Pier Paolo Pasolini (1922-1975) (Infophoto)

Oggi noi ci sentiamo trasgressivi perché sappiamo correre lontano (magari in Australia o in Inghilterra, magari da nostra moglie o dai nostri genitori) e perché siamo diventati maestri nello svincolarci dai legacci di ogni appartenenza, rivendicando col diritto ogni sorta di libertà, ma il problema — caro amico — è che nessuno di noi sa verso cosa sta correndo; cerca non per trovare se stesso ma per sfuggire da ogni consapevolezza, consumando tutto ciò che incontriamo, violentando tutto quello che amiamo. 

Una volta ci hai detto che il corpo è l'unica terra che non può essere colonizzata dal potere perché ci consente di incontrare realmente la vita. Devi sapere che noi, all'inizio di questo millennio, siamo pieni di sintomi fisici e psichici, ma siamo totalmente incapaci di dialogare con essi per scoprire — dentro ciascheduno — una domanda più vera e più radicale, un bisogno di amore e di verità che né il godimento, di cui siamo maestri, né la legge, della quale siamo sudditi, ci possono dare. E' questo, Pasolini, il nostro piccolo mondo borghese, la tua Italia. 

E adesso forse puoi capire, meglio di chiunque altro, che il nostro cuore, le nostre mani e i nostri occhi, altro non chiedono di partecipare ad una Vita che non sia la Nostra. Una Vita così piena che non abbia più bisogno di bugie per essere vissuta. Ma solo del liberante pianto che proviamo ogni volta che siamo al cospetto della Verità, del Volto di quel Dio che — ne sono certo — non smette di commuoversi ogni volta che tu gli leggi una delle tue poesie. Salutacelo e, se vuoi darci una mano, ridesta nei ragazzi che ti leggono e che ti ascoltano la fame di quel Cristo che anche tu hai raccontato. E che rappresenta, per ognuno di noi, il vero Colombre — il vero tormento — della nostra povera esistenza.

Grazie Pier Paolo, grazie della compagnia che il Tuo cuore ha provato a fare al nostro cuore. Di persone come te noi, oggi, sentiamo proprio la nostalgia.



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COMMENTI
05/11/2014 - La redenzione (luisella martin)

Grazie per aver scritto questo bell'articolo su Pasolini.