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BAMBINO MORTO/ Perché il mostro la fa franca?

Pubblicazione:domenica 30 novembre 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 30 novembre 2014, 22.47

Scoglitti (RG), luogo del ritrovamento del piccolo Andrea Stival (foto Wikipedia) Scoglitti (RG), luogo del ritrovamento del piccolo Andrea Stival (foto Wikipedia)

Molto probabilmente, ora, con la paura ancora addosso, con l'emergenza di un pericolo che non si conosce bene, lo faranno. Metteranno l'sms per ogni assente dopo l'appello. Ma non si rendono le vite più sicure controllando tutto e tutti, perché non ci si riesce a vivere sicuri, si riuscirebbe solo a vivere prigionieri dell'ansia. Chi ha provato per il neonato il materassino che emette un allarme se rigurgita nel sonno o se smette di respirare, lo sa. Dopo un po' lo stacchi. Perché potrebbe andar via la corrente, potrebbe non funzionare. Potrebbe tanti così tanti potrebbe che alla fine l'assenza dell'allarme crea altra ansia. E dopo un po' lo stacchi.

Non si può vivere di emergenza sicurezza. Sono figli, non sorvegliati speciali. È la vita, e la vita non può avere il cartello Dangerous attaccato addosso. Non c'è nulla che quella madre potesse fare di più. Dobbiamo continuare a dire che è impossibile che accada anche se è accaduto. Lo dobbiamo al piccolo Andrea Loris e ai suoi genitori. Perché ha ragione don Di Noto, i figli sono figli di tutti noi. E allora penso che se si vuole trovare una piccola luce, un piccolo segno che qualcosa ce lo abbiamo ancora, è in quel cacciatore che ci dice che i contatti li abbiamo ancora. Quei contatti tra uomini — non tra elettronica — per cui c'è sempre linea. Quel cacciatore che su insistenza della moglie è uscito, ha chiamato gli altri amici cacciatori, e sono usciti, è un piccolo segno di contatto. Di umanità, di non solitudine. Una moglie, una donna che sa che c'è un momento in cui l'unica organizzazione possibile è iniziare subito. E ha cominciato a cercare, con "l'intuito" di un padre, ma direi "con l'intuito" di un uomo, e si è diretto, come ha detto, al vecchio mulino. Aveva ragione lei, bisognava fare presto. E aveva ragione lui. Era lì. E ha gridato "a squarciagola" e poi ha telefonato ai carabinieri. 

Come ha detto il cacciatore: "Se avessi potuto dargli la mia vita — chiosa affranto — lo avrei fatto". Però un po' l'ha fatto. E ha dato un po' di luce a tutti noi. Teniamoci per mano. Teniamoci in contatto. Con gli occhi e con la carne. E la pedofilia passerà. Forse non del tutto. Ma sarà sempre più rara. Sempre più difficile per il mostro farla franca. 



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COMMENTI
04/12/2014 - Mostri (luisella martin)

Passano le ore ed appare chiaro ciò che non vogliamo capire, nessuno di noi vuole capire, da sempre...: I mostri non esistono! I mostri siamo noi quando dal fondo del cuore tiriamo fuori le "intenzioni di male": così dice il Vangelo. Non è il male che ci abita, ma la nostra libertà ci porta a mettere in pratica buone o cattive intenzioni. Dipende da noi! Non mi sento di giudicare quelli che compiono orrendi delitti, ma ringrazio Dio per non avere mai scelto intenzioni tanto cattive.

 
30/11/2014 - Una riflessione (chiara gentili)

Se è vero che il bambino aveva marinato la scuola altre volte, perchè la mamma, prima di andare via, non l'ha consegnato al personale della scuola o perlomeno non ha aspettato di vederlo entrare?