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Cronaca

COLLETTA ALIMENTARE/ Massimo, Justine, Junior, Laura: quanti miracoli in un semplice gesto

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Il perché ce lo spiega direttamente lui: "Mi chiamo Massimo, sono di Cesena, ho quarantatré anni, una moglie e tre figli. Ho sempre partecipato alla Giornata della Colletta Alimentare in questi diciotto anni, prima come capo équipe poi, condividendo la responsabilità con altri tre amici, come responsabile cittadino. È sempre stata una esperienza utilissima, un gesto esemplare da cui imparare a vivere meglio il lavoro, la famiglia ed il rapporto educativo con i figli. Quest’anno sono stato colpito da una malattia importante e il contributo “fisico e organizzativo” che ho potuto dare è stato praticamente nullo. Le terapie mi fanno sentire, soprattutto nella seconda parte della giornata, molto stanco. 

Comunque mi ero preparato il mio piano per la giornata della Colletta: avrei fatto un turno di due ore di prima mattina in un punto vendita, avrei fatto la spesa e poi, stanchezza permettendo, poco altro. Ma martedì arriva la telefonata che mi annuncia che proprio sabato 29 novembre mattina alle 9.00 ho la Tac con contrasto per vedere se i vari tumori che ho in corpo (ormai mi viene da chiamarli per nome tanto gli voglio bene perché sono segno di Cristo) si rimpiccioliscono e se le terapie funzionano. Mi cade il debole castello di carte che avevo costruito. Proprio il 29 novembre! Ma cos’è la Colletta se non fare la spesa e stare al gesto che ti è dato? Quest’anno per me la Colletta sarà fare la spesa nel supermercato dove mio figlio più grande farà il volontario con gli amici dei Cavalieri del Graal (è la prima volta che fa la Colletta senza di me ma con i suoi amici) e aderire al famigerato, a volte boicottato e poco considerato sms solidale. Non lo avevo mai pensato come un gesto importante, ma quest’anno è uno dei due metodi per cui posso aderire pienamente alla Colletta. La cosa che mi colpisce in quello che sta succedendo è che non c’è nessuna differenza tra investire almeno due mesi del tuo tempo per fare in modo che la Colletta sia un gesto curato e bello, e fare “solo” la spesa e/o aderire ad una campagna di sms solidale. La questione è obbedire alla realtà e alla verità che Cristo ti pone davanti. Mentre farò la Tac dirò un rosario per la giornata della Colletta e per i miei amici. Il resto sono chiacchiere e filosofia. Posso fare esperienza di questo solo grazie a mia moglie Silvia, che si è ammalata l’anno scorso, che sostiene che la nostra famiglia sia in una situazione privilegiata. Io non lo capisco ma seguo chi vive meglio e più felice di me". Non è un miracolo?