BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

COLLETTA ALIMENTARE/ Massimo, Justine, Junior, Laura: quanti miracoli in un semplice gesto

Pubblicazione:domenica 30 novembre 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 30 novembre 2014, 11.28

Infophoto Infophoto

Papa Francesco non aveva avuto remore nel lanciare una proposta chiara: "Vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza...". In tutta Italia ieri, sono stati in tantissimi a dire di sì, a spalancare le porte del cuore, a mettere da parte strategie, a lasciarsi vincere da quanto accadeva davanti ai loro occhi. Ieri, nel nostro malandato Paese, è andato in scena ancora una volta il sorprendente spettacolo della carità. Della contagiosa carità, che nel giallo di pettorine e sacchetti è rivissuta in una Giornata Nazionale della Colletta Alimentare diventata maggiorenne, e capace di testimoniare a tutti — volontari e donatori — che si può e si deve sperare contro ogni speranza. Che si può respirare aria di vera libertà. 

E non è un caso che tra le esperienze più commoventi ci sono quelle di chi proprio con la libertà si è dovuto misurare, nel bene e nel male. Prendete Junior, 35enne originario del Sud Sudan: ieri era a Milano a incontrare clienti davanti ad uno dei tanti Esselunga, a spiegare quali prodotti comprare, cos'era la Colletta. Ma prima di ieri, questo ragazzo corpulento ne ha passate di tutti i colori: arrivato in Italia su un gommone, sbarcato a Lampedusa, è fuggito per Padova dove i suoi connazionali gli hanno detto chiaro e tondo che l'unica cosa che poteva fare per vivere era spacciare droga. Un primo arresto, un secondo. La terza volta che è finito in cella, in seguito ad una retata, ha iniziato uno sciopero della fame e della sete contro una detenzione che considerava ingiusta. Era arrivato a pesare 35 chili. Trasferito a Milano, l'incontro con Emanuele Pedrolli, dell'associazione Incontro Presenza che fa volontariato in carcere: "Grazie a lui — racconta Junior — sono tornato a vivere e sperare. Il magistrato mi ha dato una libertà condizionata, e ho iniziato a collaborare con l'associazione e con un Banco di Solidarietà di una parrocchia milanese, portando il pacco viveri stabilmente ad una famiglia. Se non era per loro, sarei morto". 

Ieri Junior ha partecipato alla Colletta. Perché? "Perché ho ricevuto tanto, anzi sono stato salvato. E per questo ho scelto di sacrificare la mia vita per chi ha bisogno, ben conoscendo la povertà, e sapendo che tanti vivono nella mia condizione. Direi che è il mio modo per chiedere perdono a Dio. Questo incontro con l'associazione di Pedrolli mi ha toccato dentro: mi piace aiutare gente, mi dà forza, mi dà speranza. Ora sono un uomo libero!". Non è un miracolo?

La libertà di Massimo di Cesena, invece, passa attraverso cinque numeri: 45504. Sono quelli dell'sms solidale a sostegno della Colletta. Quest'anno, digitare sulla tastiera del sul cellulare le cifre e inviarle, sono stati il modo concreto per dire sì alla Colletta, insieme al fare la spesa. 


  PAG. SUCC. >