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UCCISO PER GIOCO/ Albanese usato come bersaglio dal datore di lavoro

Un giovane pastore albanese sarebbe stato usato come bersaglio per il tiro assegno. E' successo nelle campagne in provincia di Lecce, ecco il resoconto di quanto accaduto

Immagine di archivio Immagine di archivio

Bersaglio mobile, come gli orsi finti delle giostre. Solo che lui era una persona. Qamil Hyraj, 23 anni, pastore nella campagna di Porto Cesareo in provincia di Lecce, è morto in circostanze assurde. E' ancora tutto da provare, ma  ci sarebbero già riscontri tecnici che fanno pensare che il giovane venisse usato come bersaglio mobile dal suo datore di lavoro, Giuseppe Roi, 31 anni, proprietario dell'azienda in cui lavorava. Il Roi secondo le testimonianze raccolte, era appassionato di armi da fuoco e di tiro al bersaglio, e quel giorno aveva deciso di usare come bersagli un frigorifero e il suo pastore. E' stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario mentre il padre, Angelo Roi, è stato denunciato per simulazione di reato. Nel tentativo infatti di coprire il figlio, l'uomo aveva denunciato il furto di alcune pecore per far credere che il pastore fosse stato ucciso dai ladri. 

 

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