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Cronaca

IMU E CHIESA/ Radicali e Corte di giustizia, i "talebani" che vogliono chiudere il non profit

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Inoltre, quantificare il dovuto è impresa ardua e pressoché impossibile: il calcolo delle superfici e delle percentuali di commercialità richiederebbe ulteriori ingenti oneri. Si aprirebbe un contenzioso tra Stato e Chiesa difficilmente risolvibile. Ma soprattutto, migliaia di enti chiuderebbero nel giro di pochi mesi con effetti socio-economici devastanti. Personalmente faccio davvero fatica a capire lo scopo di tale accanimento, dopo che vari recenti governi hanno disciplinato la materia. Migliorarla è sempre possibile: nella direzione di una maggiore precisione e competenza in ciò che intendiamo per "attività commerciale" ed ente non profit. La recente approvazione della legge delega sul Terzo Settore potrebbe essere l'occasione buona, ad esempio, per definire un ente non commerciale ai fini fiscali, connesso alle finalità di utilità sociale e prevedendo un regime fiscale agevolato legato all'esistenza di tale reale qualifica.

Forse che, ancora nel 2014, dia fastidio la presenza tuttora capillare — seppur osteggiata e spesso in difficoltà — di enti senza scopo di lucro legati alla Chiesa? E' proprio il caso di augurarci che vengano prese sul serio anche in questa situazione le parole del premio Nobel Alexis Carrel: "Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore; molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità".

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COMMENTI
06/11/2014 - Fare qualcosa di utile, no eh? (ANTONIO Saini)

Esorterei i due esponenti del partito radicale a spendere meglio il loro tempo. Invece di perderlo in queste iniziative masochistiche perché non vanno a fare i volontari in qualche mensa dei poveri o rifugio per senza dimora? Magari capirebbero l'errore e ritirerebbero questa denuncia. In caso negativo con conseguente chiusura di questi enti proporrei di "scaricare" questi bisognosi nelle loro abitazioni così che siano soddisfatti della loro impresa.

 
06/11/2014 - Imu patrimoniale da abolire tout court (Carlo Cerofolini)

L’Imu sugli immobili che non danno reddito è una patrimoniale mascherata espropriativa e quindi vessatoria in forte odore di anticostituzionalità e quindi è un nodo gordiano che non va sciolto ma tagliato, abolendola tout court, e va invece sostituita da una tassa sul reddito effettivo che producono detti immobili, esentando comunque tutti quelli che sono funzionali all’impresa.

 
06/11/2014 - considerazioni su IMU (Gianluigi Lonardi)

Io penso che l'IMU sia comunque un furto nei confronti di qualsiasi persona o ente contro cui è applicato. Legalizzato certamente ma sempre un furto. Forse sarebbe più esatto dire tangente ma non cambierebbe nulla. E questo balzello, già di per sé cervellotico perché non si basa sul reddito, è reso sempre più insopportabile dal fatto che finora lo stato non ha tagliato nulla dei suoi sprechi. Secondo me un segnale della volontà corretta di tagliare sarebbe, ad esempio, ridurre del 75% il costo del Quirinale, la sparizione totale dei vitalizi e anche passati, portare a livello della media europea gli stipendi dei nostri pubblici funzionari, numero dei pubblici impiegati pari a suddetta media, applicazione immediata dei costi standard ecc. ecc.. Difficilmente ciò sarebbe sufficiente ma farebbe capire che la volontà e la capacità di fare c'è.