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IL CASO/ Il Financial Times e quei cattolici cinesi che ci insegnano a contare fino a 2

Pubblicazione:domenica 9 novembre 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 9 novembre 2014, 10.47

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Se il cristianesimo allo stato brado fosse l'unico allo stato puro? Se il cristianesimo che vive nascosto, fosse così visibile da finire sulla copertina del Financial Times Weekend Magazine? Se i cristiani senza voce si fossero fatti sentire non solo in cielo ma fino a noi, passando dall'America? Sono false domande perché so già la risposta: sì, è successo così. 

La copertina del FT Weekend Magazine è la loro: i cattolici in Cina, la chiesa cinese cresce. Cresce il numero ma, nella fede, non è mai solo una questione di numeri: quando si dice che la Chiesa cresce (di numeri) vuol dire che cresce la fede. Cresce quel mondo invisibile  che chiamiamo vita interiore, dialogo con Dio, vita sacramentale, carità fraterna, vita di comunità, volersi bene: insomma, tutto quello che la nostra vita si gioca con Dio. Ed è una notizia da prima pagina per il FT che è il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito ed uno dei più antichi, autorevoli e letti del mondo, ma, per questo ne scrivo, questa notizia è da copertina anche per la nostra coscienza di cristiani, per quella prima linea della nostra vita di fede che è la prima a imborghesirsi, a perdersi nei giochi di potere in parrocchia, nei movimenti, nei "credo in Dio ma non nella Chiesa". Una prima linea interiore che trova in edicola l'eco del rumore di una Chiesa nascosta e viva e in crescita.

Cosa succede in quelle pecore con gli occhi a mandorla? In pecore che, spesso, sono senza pastore ufficiale ma con pastori che vengono dalla politica e non da Roma, da pastori che sono di Cesare come le monete del vangelo? Questa è la seconda domanda ed è una domanda vera. La risposta non la so, ma non perché non ho controllato bene le fonti ma perché, davvero, non lo sa nessuno cosa succede in Cina e perché succede. Poche e clandestine sono le informazioni che arrivano da laggiù. Ma forse non è solo un fatto logistico e politico. Forse è che la Cina e i cristiani cinesi sono lontani da noi non solo in chilometri, non solo perché le frontiere sono chiuse, ma sono lontani come sono lontane certe pagine del nuovo testamento.

Penso e prego sui primi apostoli, sui primi cristiani, quelli che neanche sapevano di avere il nome di cristiani (perché il nome di "cristiano" inizia verso il 70 d.C. ad Antiochia) ma sapevano chi era Cristo. Forse è qui che ci separiamo da loro. E lo facciamo più di quanto facciano i chilometri, i secoli e il cinese parlato e scritto. Loro sanno solo Cristo. Niente cristianesimo, solo Cristo.


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COMMENTI
09/11/2014 - Cristiani italiani (Giuseppe Crippa)

Forse farebbe bene anche a noi cristiani italiani non godere di alcun rapporto “concordato” con lo Stato…

 
09/11/2014 - e allora quando siamo? (Paola Baratta)

E allora quando siamo cristiani e cattolici? Quando...Quando due di voi pregheranno in mio nome, io sarò in mezzo a loro dice Gesù. e allora forse siamo quando stiamo insieme e Gesù è in mezzo. in mezzo alle nostre vite. E' presente quando dormi, quando respiri, quando scrivi, leggi lavori, stiri e dai la mano a tuo figlio per traversare. Sei cristiano cattolico se quando parli - che tu abbia di fronte un buddista, un ateo, un...quello che volete voi - parli di Gesù come Persona Viva e chi è di fronte se ne rende conto. Quando uno è innamorato, quando uno ha la faccia da salvato..Tutti se ne accorgono ed è gioia e vita, contagiosa. E forte di quell'amore tu, toccato da quella Grazia, da quell'amore gratuito, non hai paura di nulla. e guardi al mondo con quella misericordia dalla quale ti senti in ogni momento toccato. Perché non è un'idea, è una persona. E quando succede così, neanche i regimi totalitari, le violenze, le privazioni, l'assenze di muri di pietra che si chiamino "chiese", ha importanza: il tempio c'è tutto. Il tempio c'è perchè c'è Gesù. Ed è bello che Gesù voglia che a questo incontro non siamo soli. Ma in due. Insieme.

 
09/11/2014 - I cinesi e noi (luisella martin)

La notizia pubblicata dal Financial Time è meravigliosa. Io la leggo così: "Dio c'è ed ha mandato Suo Figlio sulla terra 2000 anni fa per aiutarci! Gesù sapeva che senza di Lui non andavamo da nessuna parte e così mandò lo Spirito Santo...Tutto ciò è letto da noi nel tempo, ma Dio è oltre il tempo, nell'eternità ...In ogni istante del nostro tempo Lui, il nostro Salvatore, è con noi, ci ama, sia che siamo cristiani, che apparteniamo alla Chiesa, sia che siamo di altre religioni o di nessuna religione ... I suoi amici ogni giorno gli ricordano quanto siamo deboli, peccatori, inutili senza di Lui ...Per questo sta con noi, vicino a ciascuno che lo chiama, a chi non lo conosce, ma ha bisogno di Lui, a chi lo combatte e per questo ne é schiacciato ... Lui è Dio e, quando vuole, manifesta direttamente o indirettamente la Sua Presenza!"