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Cronaca

IL CASO/ Guardiamo in alto e diciamo basta alle lamentele

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Ma non è così che li aiutiamo a diventare grandi. Non è così che imparano ad affrontare la vita. Quando poi entriamo nel mondo degli adulti, ecco comparire il secondo trend che mi fa dire: "basta". Quella straordinaria abitudine che abbiamo noi italiani di parlare male degli altri. E di vedere sempre il lato negativo delle cose. Mi capita, per lavoro, di vivere in un mondo in cui incontro tante persone e ho occasione di passare parecchio tempo a discutere con gli altri e ad ascoltare le loro opinioni. Molte volte il discorso cade sugli assenti. O su quelli che sono appena entrati nel settore. Per criticarli, per stigmatizzare i comportamenti. Per far notare come in una certa occasione, avrebbe potuto far di più e meglio. Soprattutto nei riguardi dei presenti, s'intende. Rari, rarissimi i casi in cui ci sia qualcuno che dice: "Non male Tizia. E'arrivata da un mese, ma si vede che ha della stoffa". Oppure: " Caio ha presentato un progetto incredibile. Che talento!" 

Di fronte ad un lavoro ben fatto, poi, i complimenti si contano sulle dita di mezza mano. Le autocritiche, poi, del tutto assenti. E' sempre colpa degli altri. Dovevano capire. Intuire. Ecco, io mi sono stufata anche di questo e penso che se vogliamo davvero ripensare questo Paese in chiave moderna, efficiente, dinamica e basata sulle ricchezze che ne costituiscono il patrimonio, dovremmo cominciare ad urlare "basta" ogni volta che ci troviamo in queste situazioni. Dovremmo smettere di tollerarle. Perché se non ci assumiamo la responsabilità piena dei nostri figli, non ne faremo dei cittadini migliori domani. Perché se non la pianteremo di "sputtanare" gli altri, invece di valorizzarli e apprezzarne le qualità, saremo sempre una nazione incapace di crescere. Perché continueremo ad avere i telegiornali pieni di delitti, violenze, furti, evasioni fiscali invece di ricercatori, eccellenze agroalimentari, scoperte scientifiche. In questi settimane, tutto il mondo ha seguito con attenzione la missione spaziale della sonda Rosetta.

 Tra i tanti primati, c'era quello del trapano italiano SD2 (ideato e progettato dal Politecnico di Milano e realizzato dalla Selex Es di Finmeccanica) che il 14 novembre ha cominciato a perforare un fossile del sistema solare. E poi abbiamo una donna straordinaria, Samantha Cristoforetti impegnata nella missione Futura. Vorrei che l'Italia fosse questo e non un Paese di bifolchi come ricordava giustamente Maurizio Crozza nella puntata di ieri del suo programma. Una nazione che sa varcare i confini. Basta piccolezze. Guardiamo in alto. 

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