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ABORTO/ Ministero, ospedali, dati falsi: ecco i numeri (veri) dell'attacco alla vita

Pubblicazione:mercoledì 10 dicembre 2014

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Un'altra bugia grossa come una casa che ci viene propinata senza pudore è quella che riguarda gli obiettori di coscienza. Una bugia che è arrivata a convincere anche potenti governatori di Regioni, come nel caso di Zingaretti e del Lazio. Il risultato è l'abolizione coatta del diritto di obiezione. O meglio la purga dei medici obiettori dalle istituzioni pubbliche perché colpevoli di renderle inefficienti e costringere il personale sanitario non obiettore ad un super lavoro. Ebbene sapete quanto lavorano i medici abortisti ogni settimana? Il loro carico di lavoro è mediamente di 1,4 Ivg. Tradotto in tempo possiamo calcolare un paio di ore a settimana. Un super lavoro che vorremmo subire in tanti…

Quindi i medici obiettori non gravano in alcun modo sulla programmazione delle strutture sanitarie. Anzi sarebbero più utili dei loro colleghi non obiettori se i consultori fossero delle strutture fedeli al ruolo affidato loro dalla stessa legge 194: prevenire gli aborti prospettando alle donne soluzioni diverse ed una solidarietà sociale che invece è semplicemente estranea alla sanità pubblica.

L'esempio di quello che potrebbero fare i consultori se indirizzati verso la vita viene dai  350 centri di aiuto alla vita sparsi in tutta Italia. Proprio nel 2013, stesso anno dei dati del ministero, questa rete creata dal Movimento per la vita ha incontrato, sostenuto ed aiutato 60mila donne e sottratto all'aborto 17mila bambini (160mila dal 1975). E nessuna mamma si è mai lamentata di essere stata aiutata a scegliere la vita.

Se tanto si può fare in povertà e senza alcun sostegno pubblico, cosa potrebbe fare lo Stato? Allora sì che il numero degli aborti sarebbe in vera picchiata.



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