BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ABORTO/ Ministero, ospedali, dati falsi: ecco i numeri (veri) dell'attacco alla vita

Pubblicazione:mercoledì 10 dicembre 2014

Infophoto Infophoto

Ormai le relazioni del ministro della Sanità sull'attuazione della legge 194 si accumulano, anno dopo anno, sui tavoli dei parlamentari, ma senza che questo interessi più a qualcuno. Anche i giornali sono piuttosto avari di attenzione. Eppure la somma degli aborti elencati in quel documenti ha superato i cinque milioni e mezzo. Decidete voi quante e quali città equiparare a questa vera e propria coventrizzazione della società italiana…

Eppure il tema è ormai normalizzato e anestetizzato. Merito anche della sapienza comunicativa con la quale viene proposta la rappresentazione del fenomeno aborto. Un esempio arriva proprio dalle relazioni ministeriali che propongono un rassicurante calo continuo ed inarrestabile delle interruzioni di gravidanza. Ed in effetti dal massimo raggiunto nel 1983 (231.061 aborti) ai 102mila del 2013 c'è una bella differenza. Trent'anni per cancellare oltre la metà di quelli che comunque li si voglia guardare sono dei drammi.

Ma è proprio così? Il Movimento per la vita ha presentato il suo ottavo Rapporto, una sorta di controcanto all'ufficialità dell'Istituto superiore di Sanità dal quale emergono dei grossi punti interrogativi. 

Anzitutto, se è vero che i dati assoluti delle Ivg sono scesi, molto di più è sceso il numero delle donne in età feconda, cioè quelle che ragionevolmente possono trovarsi a dover scegliere tra aborti sì o aborto no. Nel 1983 le donne tra i 20 e i 35 anni erano numerose perché nate nel periodo del boom delle nascite, tra il 1948 e il 1963. Nel 2012-13, invece, le donne nel periodo più fertile della loro vita sono nate tra il 1978 e il 1993, cioè al tempo del crollo delle nascite iniziato impetuosamente nel 1975. In soldoni, nel 1983 erano oltre sei milioni e mezzo. Nel 2011 fu effettuato un censimento generale della popolazione italiana dal quale risulta che le donne italiane tra i 20 e i 35 anni erano 4.454.973, con una diminuzione di 2.083.335 rispetto al 1983. Ciò significa che tra il 1983 e il 2011 la popolazione femminile nell'età della massima frequenza di concepimenti è diminuita di oltre il 32%. Come meravigliarsi se diminuiscono anche gli aborti?

C'è poi da aprire un altro doloroso esempio di antilingua: quello della cosiddetta contraccezione d'emergenza. Su questa non serve neppure disturbare gli scienziati (e pure il Rapporto Mpv pubblica un'ampia appendice di dati scientifici): se il concepimento non c'è stato, la pillola del giorno o dei cinque giorni dopo potrebbe anche avere un effetto contraccettivo, ma se la gravidanza è iniziata l'effetto non può che essere abortivo: nessuno conosce le statistiche (e forse chi le conosce se le tiene ben strette) ma su 400mila confezioni del solo Norlevo vendute ogni anno, gli aborti causati non possono non contarsi a migliaia. E tutti doppiamente clandestini perché non contabilizzati e per giunta negati.


  PAG. SUCC. >