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LA STORIA/ Video: "Farò 15 anni di galera, potevo evitarlo. Non sono pazzo, lo faccio per i miei figli..."

Un latitante italiano che viveva in Colombia si è costituito volontariamente per poter dare la paternità ai figli, ecco la storia in questa sua video intervista

Immagine di archivio Immagine di archivio

Papà, perché io non ho il tuo cognome? Questa domanda, rivolta a Franco (nome di fantasia), un latitante italiano in Colombia, ha cambiato la sua vita. L'uomo, fuggito in Sud America perché ricercato in Italia per rapina a mano armata, non aveva identità, documenti, nome e passaporto, per potersi nascondere. In Colombia si era fatto una famiglia, moglie e figli. Ma la domanda del figlio gli ha aperto una prospettiva inedita: ha sentito che il suo primo dovere era quello di essere responsabile nei confronti dei figli. Allora con i soldi del suo lavoro si è comprato un biglietto aereo ed è tornato in Italia per costituirsi. La polizia era incredula, racconta lui stesso in una video intervista realizzata da Antenna tre che è andata a cercarlo nel carcere di Padova dove deve scontare tredici anni. Gli altri detenuti mi hanno detto che ero pazzo: no, i pazzi sono loro, dice. Io adesso mi sento libero anche se sono in carcere, sono libero dentro, dice. I figli non sono pezzi di carta, e adesso sono libero dentro con l'amore dei miei figli e di mia moglie.

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