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PAPA FRANCESCO/ Il messaggio ai partecipanti al IV Convegno Europeo di Pastorale Giovanile

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Al Venerato Fratello

Signor Cardinale Stanislaw Rylko

Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici

Rivolgo il mio cordiale saluto a Lei, ai Vescovi, ai responsabili nazionali eai giovani riuniti in questi giorni a Roma per il IV Convegno Europeo di Pastorale Giovanile, promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici in collaborazione con il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa sul tema: Una Chiesa giovane, testimone della gioia del Vangelo.

Dopo i tre incontri degli anni ’90, voi riprendete a "camminare insieme per le strade dell’Europa". Vi invito ad accorgervi che, strada facendo, mentre discorriamo e discutiamo insieme, Gesù in persona si accosta e cammina con noi (cfr Lc 24,15). Come i discepoli di Emmaus, lasciamo che Egli ci apra gli occhi per riconoscerlo, aiutandoci a trovare in Lui stesso il senso di questo difficile ma appassionante tratto di storia che ci è dato di vivere insieme.

Voi che lavorate nel campo della pastorale giovanile fate un lavoro prezioso per la Chiesa. I giovani hanno bisogno di questo servizio: di adulti e coetanei maturi nella fede che li accompagnino nel loro cammino, aiutandoli a trovare la strada che conduce a Cristo. Ben più che nella promozione di una serie di attività per i giovani, questa pastorale consiste nel camminare con loro, accompagnandoli personalmente nei contesti complessi e a volte difficili in cui sono immersi.

La pastorale giovanile è chiamata a cogliere gli interrogativi dei giovani di oggi e, a partire da essi, ad iniziare un vero e onesto dialogo per portare Cristo nella loro vita. E un vero dialogo in questo senso lo può fare chi vive una relazione personale con il Signore Gesù, che trabocca nella relazione con i fratelli.

Per questo motivo vi siete ritrovati insieme, per creare una "rete" di conoscenze e di amicizie a livello europeo, grazie alle quali i responsabili della pastorale giovanile del continente possano condividere le esperienze fatte "sul campo" e le questioni che ne scaturiscono. Sappiamo bene che c’è molto da fare. Vi chiedo di non stancarvi mai di annunciare il Vangelo, con la vita e la parola: l’Europa di oggi ha bisogno di riscoprirlo!

Desidero pertanto incoraggiarvi a considerare la realtà attuale dei giovani europei con lo sguardo di Cristo. Lui ci insegna a vedere non soltanto le sfide e i problemi, ma a riconoscere i tanti semi di amore e di speranza sparsi nel terreno di questo continente, che ha dato alla Chiesa un gran numero di santi e sante, e molti di questi sono giovani! Non dimentichiamo che a noi è dato il compito di seminare, ma è Dio che fa crescere i semi da noi sparsi (cfr 1 Cor 3,7).

Mentre seminate la Parola del Signore in questo vasto campo che è la gioventù europea, avete l’occasione di testimoniare le ragioni della speranza che è in voi, con dolcezza e rispetto (cfr 1 Pt 3,15). Potete aiutare i giovani a rendersi conto che la fede non si contrappone alla ragione, e così accompagnarli a diventare protagonisti gioiosi dell’evangelizzazione dei loro coetanei.


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