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Cronaca

STRAGE RAPALLO/ Alessio e Gisella, l'inganno del desiderio che ci distrugge

Gisella Mazzoni e Alessio Loddo (Infophoto)Gisella Mazzoni e Alessio Loddo (Infophoto)

Siamo in tempo di avvento. Anche Maria e Giuseppe si dovevano sposare, anche loro avevano precisi desideri e — soprattutto Giuseppe — sperava di poter placare l'insoddisfazione del proprio cuore con le forme di quel suo tempo. Come oggi, quando pensiamo che un cane, una donna o un figlio possano metterci sul serio la vita a posto. Ma Giuseppe ha dovuto imparare a sue spese che desiderava troppo poco per sé, che stava semplicemente cercando di chiudere i conti della propria vita "usando" Maria. E ha dovuto capire che, prima di sposare quella donna, avrebbe dovuto sposare se stesso, le proprie ferite, la propria umanità. Solo dopo quel "matrimonio interiore" sarebbe stato in grado di accogliere la propria sposa senza possederla, senza ridurla ad un giocattolo desiderabile ma provvisorio, un arnese al servizio della sua tristezza e della sua lacerante sproporzione. 

Ogni rapporto è quindi minacciato dal possesso e dalla violenza, ogni amore è destinato a finire se lo si vuole ma non lo si sceglie, ogni "per sempre" detto senza tremore è infine esposto a quella estraneità che ti invade il cuore a poco a poco, fino a non riconoscere più nella persona che dorme con te quella che hai voluto e che hai davvero amato.

Ma forse la verità è che ogni giorno dobbiamo sposarci. Con noi stessi e con chi amiamo. Perché ogni giorno il nostro desiderio di bene cresce e l'altro continuamente cambia. Il capriccio affinché tutto sia sempre uguale, fatato come il primo giorno, rende irriconoscibile dopo poco tempo coloro ai quali ci siamo donati. Ed è allora che sorge la tentazione di rivolere la nostra vita indietro fino a considerare l'altro come un ostacolo, un nemico, una delusione, la scelta più sbagliata della nostra vita. Che va, ad un certo punto, solo eliminata. 

Noi non sappiamo quello che è successo ad Alessio e Gisella. Ma sappiamo quello che succede a noi quando il desiderio del nostro cuore non è più evidente e tutto sembra cospirare contro la nostra felicità: diventiamo schiavi della rabbia, vittime di ogni recriminazione o — molto più banalmente — pronti a rivendicare il nostro Io, e il nostro bisogno di bene, a costo di qualunque cosa, al prezzo di qualsiasi violenza. È questo il dramma di Rapallo, il dramma di Maria e Giuseppe. Il dramma di ognuno di noi.

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COMMENTI
12/12/2014 - Bene o male...affidiamoci a Lui (claudia mazzola)

Io, 19 anni di matrimonio civile e poi sposa in chiesa da ormai 9 anni. Non abbiamo figli, io e mio marito. Non sono fortunata, ma ho incontrato la Chiesa Madre e Cristo che mi ha salvato 2 volte.