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Cronaca

ALBERTO STASI CONDANNATO/ Omicidio Garlasco, l'ex fidanzato di Chiara Poggi incastrato da un pigiama e la bici

Dopo due assoluzione, ieri il verdetto: Alberto Stasi è colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi. Si conclude con 16 anni di condanna per Stasi il delitto di Garlasco.

foto: Infophotofoto: Infophoto

Dopo due assoluzioni, ieri il verdetto: Alberto Stasi è colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi. Si conclude con una condanna a 16 anni di carcere il processo sul delitto di Garlasco. A lungo si è cercata la verità, e spesso gli inquirenti hanno dovuto ricominciare dal principio sulle indagini: dall’analisi della scena del delitto, alle nuove perizie sulla camminata di Alberto all’interno della villetta di Chiara. L’indizio determinante è la camminata. Il perito ha riprodotto l’ambiente calpestato da Stasi, compresi i due gradini della scala che portano in cantina, dove la ragazza è stata trovata morta. Sui gradini c’era molto sangue, quindi era impossibile non sporcarsi le scarpe. Gli esperimenti sono stati fatti anche esaminando i tappetini della macchina. Positivi al test della ricerca del sangue. I giudici potrebbero seguire il ragionamento della parte civile: Alberto aveva le scarpe pulite perché quando ha dato l’allarme non è entrato in casa. Avrebbe quindi ucciso la ragazza in mattinata. Per questo ricordava Chiara con la faccia bianca perché l’ha vista l’ultima volta quando l’ha buttata giù per le scale. E poi c’è la questione della bicicletta nera da donna vista sulla scena del delitto. La bicicletta è stata vista da una testimone quel 13 agosto 2007. Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, scopre che i pedali della bicicletta sono stati cambiati: quella nera da donna li ha puliti, mentre un pedale della bicicletta bordeaux sequestrata subito dopo il delitto ha invece Dna di Chiara. A questo punto l’avvocato ipotizza uno scambio. Arriva la conferma: la bicicletta bordeaux ha pedali che non sono originali. L’ipotesi d’accusa è che siano stati sostituiti. La dottoressa Barbaini ha notato, riguardando le foto di Chiara sulle scale, l’impronta insanguinata di una mano sul pigiama rosa della ragazza, mai notata da nessuno. Da qui la certezza che l’assassino si sia lavato le mani in bagno, dove, sul portasapone, sono state ritrovate tracce del Dna di Chiara e le impronte di Alberto Stasi. Dopo la condanna Stasi ha commentato: “Sono sconvolto”, mentre la mamma di Chiara ha affermato: “Finalmente la verità”. (Serena Marotta)

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