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DONNA IN MORTE CEREBRALE/ Partorisce un bimbo, chi può dire no al miracolo della vita?

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Quando alla giovane donna era accaduto il fatale attimo della emorragia cerebrale, 21 ottobre, la famiglia aveva esattamente chiesto di poter artificialmente far funzionare il suo organismo perché il suo bimbo, allora alla 23esima settimana, potesse nascere. Dovevano passare almeno altre cinque, sei settimane perché i piccoli polmoni maturassero e il figlio potesse sopravvivere. Al San Raffaele, si sono tutti impegnati, Luigi Beretta, Graziano Barera col suo team, l’équipe di Massimo Candiani, perché il miracolo potesse accadere.

Così oggi 18 dicembre questo piccolo Gesù è arrivato tra noi. La cosa è tanto meravigliosa quanto rara, è accaduta poche volte nel mondo. E allora penso a quel corpo di donna di cui verranno anche espiantati gli organi, quel corpo che dalla morte ha fatto fiorire la vita. Grazie Madre.



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