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IL CASO/ Cos'abbiamo sbagliato per regalare all'Isis il jihadista Giampiero?

"Repubblica" ci racconta la storia di Giampiero, 35 anni circa, giovanotto calabrese approdato per lunghi giri alla guerra jihadista, e poi al carcere, a Bagdad. MONICA MONDO

Ibrahim Delnevo, il giovane ligure scomparso in Siria nel 2013 (Immagine dal web) Ibrahim Delnevo, il giovane ligure scomparso in Siria nel 2013 (Immagine dal web)

In un bel pezzo di cronaca, Repubblica ci racconta la storia di Giampiero, 35 anni circa, giovanottone calabrese approdato per lunghi giri alla guerra jihadista, e poi al carcere, a Bagdad. E' accusato di terrorismo internazionale, è uno dei 40 italiani convertirti all'ideologia dell'Isis. Si dicono musulmani, ma davvero sarebbe far torto a milioni e milioni di musulmani perbene, che vorrebbero pace e prosperità, vittime essi stessi della violenza e dei pregiudizi che queste frange armate di assassini gettano come un'onta sull'islam intero. Un torto ce l'hanno, almeno quelli in grado per autorevolezza e libertà, di non parlare a voce alta abbastanza, di non dichiarare senza se e ma che un Dio creatore non può volere la morte dei suoi figli, e che tutti siamo suoi, creati dal suo stesso amore. Non bastano slanci isolati, anche di piccole comunità. I paesi in cui l'islam è religione di stato, i paesi che con ambiguità si sono rapportati in questi ultimi decenni alle frange estreme, in cui vige la stessa sharia, solo più moderata. Devono gridare al mondo da che parte stanno, e impedire che qualcuno parli a nome del loro stesso dio. 

Giampiero dieci anni fa è a Bologna. Non lavora, non studia. Ragazzo problematico, ma buono, facilmente plagiabile, dicono i parenti, che si avvicina a circoli islamici nordafricani i quali lo convincono a dedicarsi alla difesa dei popoli oppressi. La colpa è degli occidentali, of course, bisogna "liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale". Errori ne sono stati fatti eccome, ma non pare che gli sgozzamenti seriali aiutino a farli comprendere. Che poi i popoli nordafricani non parevano troppo schiacciati (il colonialismo è finito da un pezzo) con le male potenze occidentali ci hanno fatto lucrosi affari, e fin quando potevano votare liberamente hanno sempre eletto governi "contigui", amici. 

Ma il ragazzone plagiabile, sempre più convinto, allarga i suoi contatti e si ritrova in Spagna, Andalusia, dove le cellule jihadiste proliferano (perché? Antiche memorie di terra sacra riaffiorano? Ma non c'erano stati i Franchi, e i sovrani di Spagna a preservare le frontiere? Quale deriva imbelle ha frenato la guardia?). Nel 2008 viene picchiato selvaggiamente da un branco di adolescenti annoiati, in quanto vagabondo, e scappa. La sua mente dev'essersi ancor più ottenebrata, deve aver pensato a un agguato di agenti della Cia perché fugge, si appoggia prima in Turchia, da lì in Siria. 

La Turchia, quella limpida democrazia cui volevamo spalancare le porte dell'Europa, quella che lascia massacrare i curdi ai suoi confini dagli stessi jihadisti che dovrebbe fermare. Ad Aleppo, cuore pulsante dell'Isis, "inizia la lotta contro l'Occidente predone", affiliandosi alle truppe del califfo Al Bagdadi, disposto a morire, per lui, prima di tutto a uccidere. Magari i suoi familiari, sgomenti, attoniti, preoccupati di essere accusati di qualche colpa, e quindi pronti a giustificare, smentire, minimizzare.


COMMENTI
22/12/2014 - Il diavolo (luisella martin)

L'articolo termina con le parole "rendiamoci conto che esiste...". Sì! C'è! Ma è ancora molto "fuorimoda" parlarne, denunciarne le trame ed i raggiri, anche con i preti che, se lo fai, ti scambiano per una bigotta! E' in mezzo a noi, aiutato da molti altri compari suoi, dal tempo del Paradiso Terrestre ed ha avuto anche il coraggio (degli stupidi, evidentemente!) di tentare Gesù. Cosa fare? Credo che si debba rispondere alle molte provocazioni del diavolo con indifferenza - così fece Gesù -. Penso anche che sia importante individuarne la presenza per non cadere nelle trappole mascherate da consigli pratici che il diavolo ci offre ogni giorno. Così facendo credo che saranno sempre meno i giovani Giampiero che ci cascano. I santi hanno fatto così: per questo il diavolo li picchiava (vedi Padre Pio) proprio perché non gli davano retta!