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IL CASO/ Figlie incinte a 13 anni, quando i genitori "dimenticano" la torta della nonna

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Studentesse bosniache (Infophoto)  Studentesse bosniache (Infophoto)

"Educazione sessuale" è un'espressione che può ingannare. Va bene se è chiaro che la sessualità è qualcosa da educare, come quando educhi tuo figlio appena nato a rispondere al nome che gli hai dato. Non serve mettere dei cartelli nella sua stanza o dargli dei documenti, non sa leggere. Serve che il nome del bimbo sia inserito in un contesto di amore. Serve "ciao Giovanni amore mio", mentre te lo attacchi al seno. A quel punto, se proprio ne hai bisogno, puoi anche cercare l'esperto, ma tante volte non servirà, non sarà necessario, perché io sono il mio corpo e se qualcuno ama me, ama anche quel corpo che sono io. 

La torta della nonna poche righe sopra era buona, ma non solo. Era buona perché era della nonna. L'educazione sessuale è una storia d'amore perché è sempre una questione di amore. Perché nella vita il discorso più efficace sull'importanza di custodire sé stessi, non è un discorso. È amarsi. Qual è il contraccettivo che non fallisce mai? Non è un contraccettivo. È la parola "no, non ancora, non ora" che puoi dire in gita, alla festa, fuori della discoteca, dentro la tua cameretta quando i genitori non sono in casa, perché hai detto e ti è stato detto mille altre volte la parola "sì" a tante altre cose, a quelle della nostra vita buona, piena di scelte libere, di legami di qualità che ci fanno essere quelli che siamo. Forse a quelle ragazzine non è stata di troppo la gita, ma di troppo poco la vita prima della gita.



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COMMENTI
31/12/2014 - Si, no e ni. (luisella martin)

Trovo questo articolo bellissimo, direi splendido! Vale per le bambine di 13 anni, ma anche per le donne di venti, trenta, cinquanta, settanta ..."La grande abbuffata" mi pare fosse il titolo di un vecchio film; dopo la fame della guerra i nostri genitori hanno permesso che mangiassimo subito tutta la torta. Nasceva così l'era della emancipazione della donna che diventava libera di essere un oggetto, non "si" nè "no", ma "ni"!