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Cronaca

LA STORIA/ Dario: la droga mi aveva distrutto, un "imprevisto" mi ha salvato

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Più passavano gli anni e più credevo di essere padrone di me stesso, anche i miei genitori alla fine avevano quasi perso le speranze, le avevano provate tutte, ormai non sapevano più come aiutarmi finché non arrivò quel momento… Quel giorno esatto che mia sorella prese una posizione, ancora il ricordo di quelle parole è vivo dentro il mio cuore. Stavo facendo dei colloqui familiari con la psicologa del Sert, lei non si era mai presentata, una sera stavo veramente male e le ho chiesto dei soldi in prestito per andarmi a fare. Lei, disperata, me li ha dati... penso che quello sguardo non lo dimenticherò mai. Il giorno dopo come ogni giovedì sono andato al Sert ed ecco l’imprevisto, quel giorno si presenta anche lei. Poche parole, ma molto chiare: Dario è ora che la fai finita, è ora che ti fai aiutare seriamente da qualcuno perché così non puoi più andare avanti, sennò io e noi tutti ti perdiamo. 

Da lì è scattato subito qualcosa dentro di me, un grido che non voleva uscire fuori. Dopo un mese entrai all’Imprevisto.

La prima cosa che mi ha colpito, appena ho attraversato i cancelli, sono stati gli sguardi dei ragazzi e degli operatori, pieni di una gioia quasi indescrivibile. Nonostante ciò il mio ingresso non è stato per niente facile, ancora mi portavo dietro tutto il marcio che avevo tenuto per me, soprattutto la droga. Ogni giorno si faceva sentire sempre di più. Sono entrato in galera, la mia libertà è finita, mi ripetevo. Povero illuso che ancora ero. Invece la mia vita era veramente reiniziata da tutte quelle piccole cose che ti mette davanti il quotidiano, che può essere le pulizie, rifarsi il letto la mattina, stirare, cucinare per altri 20 amici che insieme a te stanno affrontando questa avventura; bellissimo.

Dentro questo posto posso dire, anzi affermare con assoluta certezza che ho veramente trovato degli amici veri, pronti ad aiutarti senza nulla in cambio, gratuitamente, al contrario di come era fuori e di quelli che io definivo amici, perché comunque non posso dire che a casa non avevo persone o amici che mi sono stati vicino per molti molti anni.

Ora mi sento un ragazzo diverso, nuovo, cambiato su come affronta la vita, ogni mattina davanti allo specchio vedo un Dario sereno, con delle idee ben precise, con dei sogni o meglio desideri. I miei occhi splendono, ridono, parlano, finalmente hanno un’espressione mentre prima erano completamente morti. Osservo un ragazzo felice, felice di quello che ha fatto, delle scelte che ha portato avanti anche con difficoltà, perché ci vuole sacrificio per raggiungere tutto questo.

Vedo una persona che ha capito che la vita è fatta di gioie e delusioni, momenti felici e tristi, lacrime e sorrisi alcune volte associate, che bello: vedo un uomo che finalmente ha scelto la vita, anche con la scelta di passare in casa di reinserimento; un'altra decisione difficile, ma eccoli, ancora altri amici pronti ad illuminarmi il cammino. Sì, posso gridarlo al mondo intero, Dario ha scelto la vita.