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LA STORIA/ Dario: la droga mi aveva distrutto, un "imprevisto" mi ha salvato

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Un grazie veramente di cuore a Silvio e tutti gli operatori, agli assistenti sociali del Sert di Porto Sant’Elpidio, in particolare Rosita e Adele, a tutta la mia famiglia che anche da lontano mi ha sempre supportato; un saluto particolare al mio amico Stefano che non mi ha mai abbandonato e un saluto anche a te, Enrico amico mio, che purtroppo non ce l’hai fatta, sarai sicuramente fiero di me. Grazie a tutti.



NEI MOMENTI PIU' BUI SEI VENUTO DA ME: LA MAMMA DI DARIO

Emozioni; ovvie, inaspettate, sofferte, nascoste, soffocate, rinnegate, evidenti, spontanee.

Come negare l'emozione di questo momento.

Da sempre è un susseguirsi di emozioni.

Da giovane donna scoprirsi madre, per la prima volta, mai più solo donna, ma Madre per sempre.

Sentirsi Madre nel proprio intimo, qualcosa di piccolissimo che cresce, si muove e in molti momenti cerca già di comunicare.

La sorpresa di vederlo e di mostrarsi.

La coscienza che ti mostra quanto sia indifeso e fragile, quanto la sua sopravvivenza dipenda da me, in tutto e per tutto. Emozioni.

Il lungo viaggio di una vita che cresce, quella manina che ti stringe forte, quelle richieste insistenti di voler essere preso in braccio per stringerti forte e per sentirti stretto, quel vederti forte e rassicurato tra le mie braccia. Emozioni.

I primi passi incerti e instabili, poi le corse libere e sicure.

Quell'indipendenza guadagnata giorno per giorno con la crescita.

L'esser fiera di quei progressi, emozioni ovvie per una madre che vede crescere il proprio figlio, emozioni fatte di tanto amore, preoccupazione, attenzione e prospettiva di un futuro.

Come è normale, quella manina che cercava la mia, veniva meno e a me non restava che guardarti sempre da più lontano. Emozioni.

La vita non è facile per nessuno, né per te, figlio mio, neanche per tua madre.

Sicuramente abbiamo preso strade diverse e ci siamo persi. Quel perdersi nei contatti, negli sguardi, nelle emozioni. Guardarsi e non riconoscersi.

Sofferenze infinite di una Madre che noi di questa platea conosciamo molto bene e non vorremmo mai più rivivere.

Emozioni non più condivise e condivisibili. Trattenute, nascoste.

I tuoi guai e i miei guai.

Incomprensioni, sotterfugi, bugie. Nient'altro, per tanto tempo, troppo tempo.

Solo l'esserti Madre, credo ci abbia salvato.

Nei momenti più bui, da me sei venuto, dopo esserti tanto nascosto da tua madre. Sei venuto a stringermi la mano a modo tuo, magari raccontandomi un sacco di bugie e mostrandoti il contrario di quello che eri in quel momento, sapendo che non ti avrei fatto sconti e non ti avrei creduto.

Però da me sei venuto, figlio mio. Emozioni.

Ora siamo qui. 


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