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GIUSTIZIA DA BAR/ Da Veronica Panarello alla Franzoni, quando i conti non tornano

La madre di Loris Stival, Veronica Panarello (Infophoto) La madre di Loris Stival, Veronica Panarello (Infophoto)

In base alle notizie riportate dai giornali, ci si immaginava che la testa del bambino fosse stata ridotta in poltiglia, invece aveva ferite superficiali, profonde poco più di 2 millimetri e lunghe qualche centimetro. Com'è possibile che da ferite di appena 2 millimetri il sangue sia schizzato fino al soffitto? Lo stesso professor Viglino, perito dell'accusa, ha dichiarato: "È ben difficile che stante la loro dislocazione si siano potuti produrre spruzzi con proiezione di sangue a distanza se non di qualche centimetro a seguito della lesione arteriosa". Gli spruzzi a distanza non possono che essere riferibili al cosiddetto "vomito a getto" (che può arrivare fino a 6 metri) tipico delle vasculopatie cerebrali acute, ed è più che ovvio che se il sangue, misto a vomito, ha sporcato soffitto, pareti e comodino, abbia anche sporcato il pigiama buttato sul letto. D'altronde quale assassino così avveduto da nascondere perfettamente l'arma del delitto e ripulire la scena del crimine, lascerebbe il pigiama indossato durante l'omicidio sul letto?

Nell'udienza, l'unica parvenza di movente per giustificare l'uccisione del piccolo Samuele suggerita dall'accusa era che la madre fosse ossessionata dalla sua gracilità e dal fatto «che aveva la testa grossa».

Ora, esiste una rara patologia del neonato, chiamata cefaloematoma, che causa una tumefazione esterna del cranio provocata da emorragia tra il periostio e le ossa dovuta ad un trauma durante la nascita oppure a una disfunzione dell'apparato circolatorio. E' possibile che non gli fosse mai stata diagnosticata e che abbia in seguito provocato l'emorragia cerebrale che lo ha ucciso.

L'esame necroscopico sul corpo del piccolo Samuele ha evidenziato una emorragia intraventricolare e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematoma extradurale o sottodurale, questi ultimi generalmente tipici delle lesioni traumatiche, mentre l'emorragia subaracnoidea è tipica della rottura di lesioni vascolari.

Allora perché l'ipotesi della morte naturale non è stata presa in considerazione nemmeno dai difensori o dalla famiglia Lorenzi?

Un solo medico, il dottor Giovanni Migliaccio, dirigente dell'unità operativa di neurochirurgia all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, ha sempre sostenuto che il bambino è morto per cause naturali, fornendo anche una sua spiegazione di quanto accaduto: «Nel cervello del bimbo si rompe un aneurisma, cioè l'anomala dilatazione congenita di un'arteria, e si produce un versamento ematico; il sangue finisce negli spazi subaracnoidei, che sono le cavità naturali in cui è contenuto il liquor cerebrospinale. L'aumento della pressione endocranica scatena una crisi epilettica. Il cervello in sofferenza si gonfia rapidamente. Poiché la scatola cranica non è espansibile, l'aumento di volume dell'encefalo crea inevitabilmente una compressione del tronco cerebrale. La crisi epilettica dà luogo a contrazioni violente del capo e degli arti; la testa e le braccia vanno a sbattere contro la spalliera del letto e contro il comodino, il che spiega le fratture del cranio e le contusioni al secondo e terzo dito della mano sinistra».


COMMENTI
05/01/2015 - La verità (luisella martin)

Sembra che l'autrice dell'articolo - fra forze dell'ordine, magistrati, giudici, opinionisti e lettori - sia l'unica ad avere in tasca una verità "probabile" che inalbera come vessillo. Complimenti!

 
02/01/2015 - ricerca della verità (Patrizia Ciava)

Nei casi citati nel mio articolo, compreso quello della povera Miriam Schillaci, affetta da un raro tumore, il cui padre era stato ingiustamente accusato, la soluzione era molto più semplice di quanto avessero ipotizzato i magistrati. Nel caso Franzoni, la morte del piccolo Samuele è stata probabilmente causata da un aneurisma, nel caso Pappalardi i bambini erano caduti nel pozzo accidentalmente e nel caso del piccolo Loris, è possibile che si sia trattato di un gioco tra ragazzini finito male. In pratica, vengono montati casi mediatici sul nulla che sembrano però influenzare pesantemente non solo l’opinione pubblica ma anche gli stessi giudici, rendendoli incapaci di notare le incongruenze insite nelle loro ricostruzioni, evidenti invece a qualunque persona dotata di buon senso. E’ come se fossero vittime di un condizionamento collettivo che, una volta insinuatosi nelle loro menti, li porta a costruire un impianto accusatorio basato sulle loro convinzioni, senza cercare soluzioni alternative e adeguando gli indizi contrari per farli combaciare con la loro tesi. Per esempio, nel caso di Veronica Panarello, l’ora presunta della morte del piccolo Loris, inizialmente stimata tra le 10/10.30 (orario in cui VP seguiva un corso di cucina ed aveva quindi un alibi), è stata aggiustata per farla collimare con l’ora in cui VP è rientrata a casa e avrebbe ucciso il figlio. In poche parole gli inquirenti non cercano la verità ma solo di dimostrare la "loro verità".

 
01/01/2015 - pericolo pubblico n.1 neutralizzato (Pat Trish)

31.12.2014: “E' stata aggiornata a venerdì 2 gennaio l'udienza del Tribunale del Riesame di Catania sulla richiesta di scarcerazione per Veronica Panarello. Lo slittamento è stato disposto per "questioni logistiche e di traduzione della detenuta". Devono pensarci bene prima di scarcerarla, stiamo parlando di Veronica Panarello mica di Toto Riina, una donna dall’”indole malvagia” capace di uccidere con il sangue freddo di un killer professionista. Dietro il suo aspetto fragile si nasconde l’incredibile Hulk, un essere dalla forza insospettabile capace di strozzare un bambino di 8 anni in pochi minuti e di trasportarlo per tre rampe di scale senza il minimo sforzo. Occorre stare in guardia, perché il suo istinto omicida non si è ancora placato, potrebbe uccidere ancora. Lei sa pianificare omicidi nei minimi dettagli, pare infatti che la mafia stia pensando di arruolarla; una volta libera potrebbe acquistare un intero sacchetto di fascette da elettricista e con quelle fare fuori anche la madre e la sorella, il marito e i nonni, l'altro figlio e tutti i suoi amichetti e, perché no, pure il Gip e i magistrati della procura. Poi fuggirebbe all’estero con il suo complice, quello che come prova d’amore le ha ordinato di ammazzare il figlio. Ma per ora possiamo dormire sonni tranquilli.

 
31/12/2014 - Le vittime (luisella martin)

Io credo che sia intollerabile non arrivare a sapere la verità sulla morte del proprio figlio e penso che l'accusa ingiusta verso la madre (o il padre) non offenda il dolore dei parenti quanto non riuscire a trovare il vero colpevole. Non è facile trovare il colpevole degli omicidi, perché i criminali non sono stupidi e non hanno una conformazione particolare del cranio, come una volta piaceva pensare! Per quanto poi attiene a ciò che chiamiamo "pazzia", riconoscerla non è semplice e non basta applicare il giusto protocollo. Per questi motivi sono rispettosa del lavoro degli investigatori e mi sento indulgente verso gli inevitabili errori che possono compiere. Speriamo che il piccolo Samuele sia morto per cause naturali e che l'innocente mamma possa tornare alla vita famigliare, ma certo il figlio di Veronica non è morto di malattia e qualcuno l'ha ucciso. I giornalisti servono anche a far luce su questi fatti non svelati e se sono certi di avere notizie su come si sono svolti i fatti fanno bene a riferirne, come ha fatto l'autrice dell'articolo; senza per questo essere tacciata di fare un giornalismo da "bar"!