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Cronaca

MASSIMO CARMINATI/ Mafia Capitale, chi è il "Nero" che si era preso la città

Ecco chi è Massimo Carminati, Il Nero, terrorista italiano che ha militato nei NAR e nella Banda della Magliana, recentemente arrestato nel corso dell'operazione Mondo di Mezzo. 

(Infophoto)(Infophoto)

Altre notizie giungono in merito di Massimo Carminati: la sua compagna, Alessia Marini - come riporta Il Fatto Quotidiano - era stata recentemente assunta alla Coop per poter fare da prestanome a Carminati sui documenti che giustificavano il mutuo per l’acquisto della villa di via Monte Cappelletto a Sarcofano, dove è stato recentemente arrestato. Massimo Carminati è un criminale e terrorista italiano, nato a Milano nel maggio del 1958: è soprannominato “Il Nero” e durante tutta la sua vita è stato un attivo membro in ambito di criminalità organizzata, specialmente come affiliato della Banda della Magliana e dei NAR. Si è ufficialmente trasferito a Roma nei primi anni ottanta. Carminati - come spiega anche Daniele Biacchessi nel suo libro “Un attimo… vent’anni” - è sempre stato in contatto come esponenti di estrema destra, che non avevano scrupoli a commettere violenze per ottenere i propri scopi, in linea dunque con le azioni dei Nuclei Armati Rivoluzionari, di cui fece parte, sciolti poi nel 1981. Fu attivo per la liberazione di Paolo Oleandri, a cui era stato affidato il compito di trasportare delle armi, che orbitava anch’egli nel giro dei NAR; e prese parte anche all’omicidio di Mino Pecorelli, come dichiarò Antonio Mancini, il pentito ex-membro della Magliana nel suo interrogatorio. Per questo omicidio, però, la magistratura non è ancora stata in grado di dare un giudizio di colpevole per nessuno degli indagati: il caso è ancora irrisolto per mancanza di prove sufficienti, in quanto le testimonianze dei pentiti sono da considerarsi non attendibili. La ferita all’occhio con la quale è ritratto in molte delle fotografie che raffigurano il suo volto, se l’è procurata in un tentativo di fuggire in Svizzera, quando la polizia di frontiera ha aperto il fuoco, danneggiandogli irreparabilmente l’occhio e anche una delle gambe. Verso la fine degli anni ’70, quando neanche la sua residenza a Roma era ufficiale, già collaborava con Danilo Abbruciati e Franco Giuseppucci, a capo della Banda delle Magliana, e fu responsabile anche dell’omicidio di Teodoro Pugliese, un tabaccaio che ostacolava il traffico di stupefacenti gestiti dall’organizzazione, e di molti altri delitti e crimini. Recentemente, e per la precisione martedì 2 dicembre 2014, è stato arrestato nel corso dell’operazione “Mondo di mezzo” operata a Roma, con l’accusa da parte della procura romana di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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