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RISSA TRA RAGAZZE A BOLLATE/ Cara "bulla", adesso che strada prenderai?

Pubblicazione:lunedì 10 febbraio 2014

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La seconda è che inizi a studiare. Perdonami, mi sono fatto l’idea che tu sia una che non studia. Semmai smentiscimi tu. Metterti a studiare è un’ottima via di uscita. Che cosa c’entra lo studio, potresti chiedermi. Ti rispondo che c’entra, moltissimo. Pensa che c’è addirittura chi crede che lo studio non sia un dovere, ma un diritto, qualcosa che non può mancare perché se manca succedono guai. La cultura, questa parola che a volte fa storcere il naso e sembrare un po’ sfigati o perdenti, è invece il modo per comprendere meglio cosa accade, al mondo, a noi stessi e a gli altri. Devi concedermi un po’ di fiducia in questo, me ne rendo conto: devi accordarmi che studiando matematica, diritto, italiano, inglese, storia e scienze a poco a poco cambierà il modo di giudicare il reale. Non succederà subito, ci vorrà un po’.

Studiando, potresti considerare che la ragazza che ti ha soffiato il ragazzo ha forse fatto un errore, ma che anche lui in fondo c’è stato e quindi, sempre forse, non ti voleva così bene; potresti ipotizzare altri modi per risolvere la stessa questione; potresti valutare che chi la pensa e vive in modo diverso dal tuo potrebbe, qualche volta, avere ragione e così potresti provare a valutare il suo punto di vista; potresti scoprire che dagli altri puoi prendere senza rubare, che la popolarità è di chi fa stare bene le persone, non di chi le terrorizza.

Studiare serve a questo, a diventare uomini e donne migliori, dotati di giudizio, non sempre preda delle proprie emozioni. Studiare serve a porsi delle domande interessantissime: è così che voglio vivere? Chi sono quelli che chiamo amici? Che donna voglio diventare? Non è una strada breve e facile, però è quella che ti raccomando. Per aiutarti prova a guardarti intorno da subito: il mondo è più grande di come a volte lo riduciamo, esistono modi diversi di trattarsi fra persone, così come esistono persone bellissime con cui condividere il tempo. Bellissime perché aprono orizzonti imprevedibili. Ne basta una. E questa a sua volta ti renderà più facile studiare.

Sei a un bivio adesso: solo tu puoi scegliere la strada, consideralo un momento fortunato. Ti auguro di non essere sola in questo momento. Che non ci siano solo coetanei e adulti che ti confermano sulla vecchia via o che ti disprezzano, mostrando peraltro una violenza simile a quella che ci hai fatto vedere tu. Ti auguro che ci siano invece compagni sinceri coi quali riprendere, resa più forte da questa esperienza in cui ti sei infilata e dalla quale, finalmente, riesci a intravedere un’uscita. Ti auguro di poterlo desiderare.



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COMMENTI
10/02/2014 - disparità? (Giovanni Maiuri)

il commento di Donat Leonardo è ancora più allucinante come può un uomo in buona fede sentirsi perseguitato se effettivamente c'è in Italia il fenomeno del femminicidio e la sua condotta cmq non è criticabile. ovvio non bisogna generalizzare e vedere tutti gli uomini come irrecuperabilmente violenti, ma da qui interpretare un trattamento privilegiato nei confronti delle donne, beh Leonardo è a dir poco ridicolo. come la generalizzazione sei violento perchè non hai studiato, altra idiozia. si deve parlare di educazione e di valori. quelli possono essere vissuti anche da un animo semplice che si è fermato alla terza elementare.

 
10/02/2014 - criticare la violenza usando l aggressività (Giovanni Maiuri)

articolo molto discutibile. ho trovato davvero fastidioso e impegnativo arrivare a leggerlo fino alla fine. come poter credere di dare un consiglio, rivolgersi ad una minore che ha sbagliato, con un tono così violento e arrogante, un fare punitivo che ben si allontana da un intento educativo.... che semmai come primo messaggio veicola proprio la violenza e l'aggressività che si vorrebbbero modificare. considerare la ragazza in toto solo per questo atto ( abominevole) ma solo in questo, con un pregiudizio che la scaraventa nel girone degli ignoranti come se la violenza fosse prerogativa solo di chi non ha studiato. assurdo. poter studiare è naturalmente un valore aggiunto per la persona, e da modo di crescere e divenire più consapevoli, ma non assicura questo percorso, infatti penso che è la prima cosa dimostrata proprio da questo articolo. ha molto del bullismo questo articolo, un calcio in testa alla dignità delle persone che non hanno studiato e a quelle che hanno studiato che si sono ritrovate rappresentate da una persona violenta e forse con varie dinamiche emotive irrisolte.

 
10/02/2014 - Una strana disparità (Donat Leonardo)

Anche se condivido il tono e il contenuto di questo articolo, vorrei, se mi è consentito, fare un commento di tipo generale. Ad onor del vero, mi parrebbe che in particolare da un po’ di tempo in qua, ci sia molta disparità nel modo in cui si affrontano queste vicende. Questo è il modello a cui attenersi: Se la violenza è perpetrata da un uomo (giovane o meno giovane che sia), ci si scatena contro di lui, è quasi un obbligo sociale! Lui è un orco e tutti gli uomini sono dei violenti. Se, invece, è una donna la violenta, allora occorre utilizzare tutta la dolcezza e la comprensione nel tentativo di recuperarla. Ditemi che non è vero! Non sarà che vi sia la falsa percezione che la donna sia necessariamente per sua natura non-violenta? Leggendo e analizzando le varie statistiche sull’argomento (vedasi in caso anche un articolo su questo giornale) si scopre che la realtà forse non è così come appare (o ci è fatta apparire). Allora perché usare due pesi e due misure? http://www.ilsussidiario.net/News/DonnaeMamma/2013/5/29/Germania-Violenza-delle-donne-contro-gli-uomini-un-tabu-rivelato/397851

 
10/02/2014 - Augurio. (luciano dario lupano)

Ti, Vi auguro di avere genitori migliori, attenti, presenti, premurosi senza essere ossessionanti e che se non sanno chiedano consiglio a persone pacate e preparate alla vita e non alle solite chiacchere ben retribuite!