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Cronaca

LUDOPATIA/ Non basta fermare le sale da gioco per combatterla

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Al contempo è opportuno chiarire quale ruolo possano e debbano avere gli enti locali nella lotta alla ludopatia e quali siano gli strumenti che possono essere utilizzati a tale scopo. Ad esempio la proposta di Regolamento Edilizio recentemente approvata dalla Giunta del Comune di Milano contiene a tale proposito previsioni che, ad avviso di chi scrive, non rientrano nelle materie che devono essere disciplinate ad opera dei regolamenti edilizi e si presta pertanto a censure di legittimità sotto questo profilo. In ogni caso limitare la lotta alla ludopatia all’introduzione di norme volte a rendere più difficile o addirittura ad impedire lo svolgimento dell’attività di sala da gioco sul territorio comunale, come è avvenuto nel caso della legge regionale della Liguria n. 17/2012 e del conseguente regolamento del Comune di Genova, rischia di risultare riduttivo ed in ultima analisi scarsamente efficace.

Si consideri a questo proposito che il fenomeno del gioco compulsivo non riguarda soltanto le sale da gioco, ma anche le scommesse tramite internet, le lotterie ed altri giochi a premi. A ciò si aggiunga che, se il fenomeno del gioco d’azzardo compulsivo assurge a vera e propria patologia, come tale deve essere affrontato. Rendere più difficoltoso l’accesso al gioco ad un soggetto affetto da ludopatia potrà anche rappresentare uno strumento di tutela dei suoi interessi, ma certamente non risolve il problema di fondo. Se dunque si intende veramente rispondere alle esigenze dei cittadini, è necessario che lo Stato, le Regioni ed i Comuni, ciascuno per quanto di propria competenza, apprestino anzitutto strumenti volti alla prevenzione ed alla cura del gioco d’azzardo patologico, nell’ambito dei quali possa essere adeguatamente valorizzata l’attività di associazioni e di altri soggetti privati che operano in questo settore.

Tentativi che contengono spunti interessanti in questa direzione sono stati operati da alcune Regioni, da ultimo dal Friuli Venezia Giulia mediante l’approvazione della legge regionale recante “disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco”. E’ da auspicare che anche gli altri enti istituzionali competenti riconoscano l’importanza e l’urgenza di questa problematica e che operino per fornirvi le risposte più adeguate, che non sempre sono quelle che assicurano una maggiore visibilità.

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