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CANNABIS/ Giovanardi: aver bocciato la mia legge sulle droghe è un danno per i giovani

Pubblicazione:giovedì 13 febbraio 2014

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E’ devastante dal punto di vista scientifico, soprattutto per quanto riguarda il messaggio che si invia ai giovani. Dalla decisione della Consulta emerge quasi che esistono sostanze stupefacenti meno gravi di altre, il che è gravissimo. E questa è una responsabilità che la Corte dovrà assumersi.

 

Come mai la norma sugli stupefacenti venne inserita nella fase di conversione del decreto legge che il governo ha varato per le Olimpiadi invernali di Torino?

 Guardi che non è proprio così, perché nel titolo completo della legge si parla chiaramente di "disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi". Ecco cosa è successo: era entrata in vigore la cosiddetta ex Cirielli, una legge che prevedeva pene pesantissime in caso di recidiva. Poiché i tossicodipendenti hanno la coazione a compiere piccoli reati, abbiamo deciso di intervenire per impedire che dopo qualche piccolo furto una persona potesse finire in carcere per anni. Abbiamo anche aggiunto altre norme, sempre in tema di droga, che oggi la Corte ha addirittura confermato. E' chiaro allora che c’è qualcosa che non torna.

 

La decisione della Consulta avrà davvero effetto su diecimila detenuti?

 Dobbiamo ancora analizzare bene le conseguenze della bocciatura, ma non credo si possa parlare di scarcerazioni di massa. Non dimentichiamo poi che la legge precedente, quella che rientra in vigore, prevede una pena per cocaina ed eroina che va dagli 8 ai 20 anni di reclusione, mentre la nostra legge l'aveva ridotta portandola dai 6 ai 20 anni. Come si può parlare di scarcerazioni se la legge che rientra prevede sanzioni addirittura più pesanti? Vorrei poi far notare un altro fatto che mi ha lasciato molto perplesso.

 

Quale?

 Quello di vedere Giovanni Maria Flick, ex presidente della Corte costituzionale e presidente emerito della stessa, sostenere l’incostituzionalità della norma. Francamente, come ho già detto in queste ore, mi sembra una chiara stravaganza istituzionale. Detto ciò, credo sia ormai evidente che la Corte abbia ormai assunto un rilievo politico attraverso interventi che ridimensionano notevolmente il ruolo del Parlamento. In una democrazia tutto ciò non dovrebbe avvenire.

 

(Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
14/02/2014 - Il danno vero per i giovani (Franco Labella)

L'intervista a Giovanardi è la palese dimostrazione di come la base di ogni ragionamento nel merito sia almeno conoscere con chiarezza il meccanismo di intervento della Corte Costituzionale L'ex ministro dichiara di non capire l'intervento della Consulta. Non gli risulta, evidentemente, che la questione arriva direttamente dalla Corte di Cassazione in via incidentale. Con una aggravante: un ex-ministro che dichiara che la Corte ha scavalcato il Parlamento sembra proprio ignorare la funzione di garanzia della Consulta che , ogni volta che dichiara l'incostituzionalità di una legge, "scavalca" ("sic" per usare la terminologia specifica di Giovanardi) chi l'ha approvata. E non meraviglia che una collega di Giovanardi, l'ex ministro Gelmini, la teorica della educazione alla legalità senza lo studio del Diritto,il cui studio è stato da lei eliminato nelle scuole superiori, oggi si agiti parlando di violazione della Costituzione a proposito della "staffetta". Ecco, facessero entrambi un sano "mea culpa" e presentassero un progetto di legge per ripristinare lo studio del Diritto a scuola. Studiare il Diritto servirebbe anche a comprendere i commenti,decisamente diseducativi e non motivati nello specifico, come quelli di Taddei (commentatore di un pezzo redazionale sullo stesso tema) e Giovanardi e leggermente incoerenti come quello della Gelmini. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia.