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BERGOGLIO & SAN VALENTINO/ Quell'incontro con i fidanzati che è come il presepe napoletano

Pubblicazione:sabato 15 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:sabato 15 febbraio 2014, 19.29

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Ma è stato il "dopo" che si è tinto di una forte luce di speranza. Ed erano gli occhi di quei fidanzati, sul pullman lungo la strada del ritorno: i loro abbracci, le loro tenerezze, e i loro sguardi, hanno preso il posto degli sbadigli della mattina, diretta conseguenza della levataccia. Gli occhi di Mauro e Natalia, che si sposeranno il 10 maggio, non lasciavano spazio ad equivoci: erano confortati. La loro testimonianza ad inizio corso mi aveva particolarmente colpito: avevano detto che, in mezzo alle mille precarietà della vita - lavori in città diverse, contratti a tempo indeterminato, collocazioni provvisorie - era giunto il momento di mettere un punto fermo. "Oggi - dicono tenendosi per mano - ci siamo sentiti sostenuti proprio in questo. Ci accorgiamo che abbiamo bisogno di avere punti di riferimento: il Papa è uno di questi, così come chi ci accompagna nella preparazione. Il "per sempre" acquista una dimensione più compiuta, e la nostra scelta, nonostante le difficoltà, è ora ancora più bella". Non mentivano neppure gli occhi di Giuseppe e Laura, provenienti da storie personali molto diverse, ma che a Pasqua dell'anno prossimo riceveranno il sacramento del Battesimo e ad agosto diventeranno moglie e marito: "Papa Francesco - hanno detto - ha saputo dirci quello che già stiamo vivendo nel corso di preparazione, e che ci sta aiutando a fare con la necessaria coscienza questo passo. Vogliamo costruire la nostra casa perché davvero possa durare per sempre". A loro, ho fatto notare che il regale del Papa - il cuscinetto portafedi - non è casuale: quei due anelli saranno il segno del loro amore, costruito giorno per giorno, e destinato a durare: "È quello che vogliamo" dicono insieme, guardandosi con tenerezza. 

Dopo un passaggio al santuario del Divino Amore a Roma per pranzare e visitare la tomba di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, i primi sposi dell'era moderna ad essere beatificati, il finale di giornata è stato quasi una conclusione "plastica" di una giornata di svolta: un aperitivo di San Valentino nel salone parrocchiale, con tanto di piantine, cioccolatini, e letizia. Il corso di preparazione ora prosegue ancora più bello, e con una certezza maggiore: è più conveniente camminare nella grande compagnia della Chiesa, per gustare il Vino buono che ha reso le nozze di Cana una festa indimenticabile, senza il quale, per dirla con Francesco, non c'è allegria: "Immaginate di finire la festa bevendo tè!".

 

(Piergiorgio Greco)



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COMMENTI
20/02/2014 - L'amore (luisella martin)

Bisogna essersi innamorati davvero, almeno una volta, per capire cos'é l'amore! Papa Francesco, con i suoi gesti, le scelte, le parole, dimostra di sapere bene cos'é l'amore e ciò ci riempie di gioia, ci conforta, ci aiuta nei momenti di difficoltà. Credo però che in questa particolare occasione il nostro amato Papa abbia compiuto una piccola-grande rivoluzione rispetto al passato: Egli ha mostrato che l'amore fra un uomo e una donna non é inferiore all'amore delle persone consacrate: suore, monaci e frati. "Questo é bello, é molto bello!" mi sembra di sentirgli sussurrare...