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Cronaca

BERGOGLIO & SAN VALENTINO/ Quell'incontro con i fidanzati che è come il presepe napoletano

Il Papa ha incontrato in piazza San Pietro circa 30mila coppie di fidanzati in occasione della festa di San Valentino, per parlare loro di amore e matrimonio. PIERGIORGIO GRECO

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Amo da morire il presepe napoletano, perché racconta con straordinaria maestria come Gesù sia venuto al mondo spuntando silenzioso in mezzo all'ordinarietà della vita quotidiana, tra caciocavalli e pecore, massaie e pastori, vino e bancarelle, pifferai e bambini, sanpietrini e fango. Il San Valentino allestito in piazza San Pietro da monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, mi ha ricordato proprio questa dinamica: Papa Francesco, con il suo messaggio di speranza, ha scelto di impastarsi con l'eccezionale ordinarietà di storie di innamoramento senza colpi di teatro, fatte di baci e carezze, canzoni di Jovanotti e anelli dati a sorpresa, sguardi implorati e cuori che di punto in bianco iniziano a battere più forte del solito. 

Nasce così l'amore, è sempre iniziato da una scintilla: come per incanto, spuntano quegli occhi neri tra milioni di occhi neri, e diventano unici e ricercati e attesi e sperati. Il giorno di San Valentino, Francesco ha voluto fare fino in fondo il Papa: si è lasciato incantare da tanta bellezza ma ha anche colto l'occasione per indicare a tutti la luna, e non solo il dito. Quella luna senza la quale il cuore che batte più forte lentamente torna alla normalità ("I sentimenti vanno e vengono" ha detto da esperto d'umanità qual è), e la ricchezza del "per sempre" rimane un ricordo sbiadito di una accessoriata giornata di festa. 

Francesco, come ha già raccontato Cristiana Caricato sul Sussidiario, ha voluto indicare la strada per rendere fuoco eterno una scintilla affascinante, rimarcando che il "per sempre" non è solo "una questione di durata! Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità". Come in un presepe napoletano, Cristo spunta tra le storie normali per renderle solidamente eccezionali e durature.

Anche io ho avuto la grazia di essere in piazza San Pietro, tra i 30 mila presenti: ero con centinaia di coppie di fidanzati della diocesi di Chieti-Vasto, alcune delle quali, insieme a mia moglie, le stiamo accompagnando nel percorso di preparazione al matrimonio su invito del nostro amico don Sabatino Fioriti, nella certezza che senza un sostegno, un'amicizia, una compagnia, tutto diventa difficile, e la paura del "per sempre" prende il sopravvento. Senza tutto questo, si scambia l'innamoramento con l'amore. Certo, l'impatto di una piazza illuminata da un sole limpido come non mai è stato notevole: le canzoni d'amore che tutti conoscono e cantano ("A te" di Jovanotti o "Vorrei incontrarti fra cent'anni" di Ron e Tosca o ancora "Quanto t'ho amato e t'amo" di Roberto Benigni), le gag, le testimonianze di amori che nascono come tutti gli amori, fino alle parole risolutive di Papa Francesco, hanno colto sicuramente nel segno. 


COMMENTI
20/02/2014 - L'amore (luisella martin)

Bisogna essersi innamorati davvero, almeno una volta, per capire cos'é l'amore! Papa Francesco, con i suoi gesti, le scelte, le parole, dimostra di sapere bene cos'é l'amore e ciò ci riempie di gioia, ci conforta, ci aiuta nei momenti di difficoltà. Credo però che in questa particolare occasione il nostro amato Papa abbia compiuto una piccola-grande rivoluzione rispetto al passato: Egli ha mostrato che l'amore fra un uomo e una donna non é inferiore all'amore delle persone consacrate: suore, monaci e frati. "Questo é bello, é molto bello!" mi sembra di sentirgli sussurrare...