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Cronaca

LETTERA/ Perché contrapporre Papa Francesco a Napolitano?

PAOLO PONZIO commenta la decisione di Damiano Zecchinato, primo cittadino di Vigonovo (in provincia di Venezia) di sostituire la foto di Napolitano con quella di Papa Francesco

Giorgio Napolitano con papa Francesco (Infophoto)Giorgio Napolitano con papa Francesco (Infophoto)

Cosa succederebbe se ogni singolo sindaco decidesse quale bandiera far mettere fuori dal proprio municipio? O decidesse quale personaggio è degno di essere esposto dietro la scrivania del proprio ufficio di sindaco, o di qualunque alto funzionario di Stato, siano essi ministri, prefetti, presidenti di provincia o di regione, rettori di università, ecc.?

Il sindaco della cittadina di Vigonovo, in provincia di Venezia, Damiano Zecchinato, già famoso alle cronache per aver deciso di esporre la bandiera della Padania fuori dal proprio ufficio, ieri ha deciso di togliere la fotografia del presidente della Repubblica che stava dietro la propria scrivania sostituendola con quella più interessante di Papa Francesco che "trasmette più valori". Meglio il papa di un presidente reo di non fare "una grande figura, perché non è assolutamente super partes". Del resto, ha continuato, "Se mi vogliono obbligare devono fare una legge su questi simboli: quello è il mio ufficio e decido io chi avere sulla testa".

Caro Sindaco, lei ha proprio ragione: non c'è alcuna legge che obblighi a esporre nell'ufficio dei sindaci l'immagine del presidente della Repubblica e, quindi, può essere senz'altro tolta o sostituita da un'altra immagine. A questo punto, però, nessuno potrà obiettare se un sindaco decidesse di esporre la foto di un altro capo di Stato (in realtà, tale sarebbe formalmente anche Papa Francesco), o di una pop star, o di un leader straniero, o perché no, di un super eroe, ecc. (e a questo punto, l'elenco potrebbe essere così lungo da sembrare un semplice elenco del telefono).

Ma a ben vedere, il gesto del nostro sindaco deve farci riflettere sul senso dello Stato, o meglio, di Patria, che hanno coloro ricoprono cariche pubbliche di una certa rilevanza, soprattutto di coloro che per ricoprire tali incarichi sono dovuti passare attraverso lo strumento di un'elezione popolare, e così diventare uomini delle istituzioni.

Perché, caro Sindaco, lei non rappresenta più soltanto se stesso e le sue convinzioni: lei ha chiesto e ottenuto un suffragio per essere eletto e, nelle sue funzioni di sindaco rappresenta il suo Comune, e non solo chi lo ha eletto, ma anzi tutti i suoi cittadini. Questo è il motivo per il quale, nelle occasioni ufficiali, le fanno indossare una fascia con il tricolore: nella sua funzione pubblica lei, infatti, rappresenta tutto il popolo italiano, nella fetta territoriale di cui è sindaco. Certo, a differenza del presidente della Repubblica, non può firmare leggi o presiedere il Consiglio superiore della magistratura, o perfino, dichiarare guerra a un altro Paese (sempre su mandato delle Camere).