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LETTERA DEL FOGLIO/ Ecco perché non firmo l'appello di Ferrara al Papa

Pubblicazione:lunedì 17 febbraio 2014

Giuliano Ferrara (Infophoto) Giuliano Ferrara (Infophoto)

Come Cristo di fronte a Pilato. Egli non si "calò le braghe", ma semplicemente si pose. Tutto il resto prende sempre le sue mosse da altro: bisogni psicologici di affermazione di sé, desiderio di potere, eccessiva considerazione della propria persona e del proprio ruolo nella storia. Cristo e la Chiesa vengono così messi al servizio del proprio narcisismo e della propria ideologia. 

La mia prima preoccupazione non è la difesa della civiltà cristiana, ma che il cristianesimo viva in me. A me non interessa che Hollande faccia un passo indietro sulla famiglia, a me interessa che Hollande si faccia una famiglia e scopra, così, la grandezza del matrimonio. Altrimenti è tutta tattica e, prima o poi, "i nemici di un tempo torneranno vincitori". 

L'appello di Ferrara ha dunque un sapore reattivo e sottilmente polemico: evoca Benedetto XVI e la sua lezione sulla ragione per mettere sotto assedio Francesco, in un'operazione surrettiziamente − ma pervicacemente − nostalgica. Prova ne è il fatto che l'Elefantino chieda al Papa cose che sono compito di ogni cristiano, quasi che − per fare legittime battaglie − alla fine ci fosse sempre bisogno dell'imprimatur gerarchico, quando, invece, il cristianesimo è rischio e libertà. Il Papa non può fare l'alfiere e il pedone, il cavallo e la torre: sono i laici a doversi mettere in gioco, certi che − come abbiamo visto su tutte le tematiche eticamente sensibili − la voce del Papa non si farà attendere. Voce di padre e non di generale, voce di pastore e non di partigiano. 

Un assaggio di tutto questo credo proprio che lo vedremo al prossimo Sinodo, dove assisteremo alla cocente e strisciante delusione di molti media. Perché un gesuita è un gesuita. E non ha certamente bisogno di essere messo alle strette da un appello. Siamo noi che dobbiamo decidere che cosa fare. Se essere ancora cortigiani di un'ideologia o provare, molto umilmente, a rischiare tutto e a rischiare davvero su di Lui, su Gesù Cristo. Potrebbe essere questa una gran bella cosa. La risposta più disarmante e inattesa della storia. Una risposta che porterebbe alla resa chiunque, perfino i caschi blu.



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COMMENTI
26/02/2014 - Von Galen detto il leone di Munster (marco paola)

Il 22 febbraio 2014 la Chiesa ha festeggiato la CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO, nella coincidente ricorrenza in cui si festeggia anche il Beato Cardinal Clemens August, Conte Von Galen (Vescovo di Münster 1933 – 1946) detto il leone di Munster. L'antifona d'ingresso della liturgia di quel giorno é stata questa: Dice il Signore a Simon Pietro: “Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede, e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. (Lc 22,32) Si dice il Gloria! http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/nazionalsocialismo/nazismo_e_chiesa/von_galen_e_pio_XII/articolo.php?id=1275

 
20/02/2014 - La Chiesa (luisella martin)

Il capo della Chiesa è Cristo, Figlio unigenito del Dio Vivente. Noi ci chiamiamo cristiani perché apparteniamo a Cristo, altrimenti ci chiameremmo papisti. Mi permetto di citare il Vangelo (che per i cristiani è Parola di Dio) di Marco 8,34: "Poi Gesù chiamò la folla insieme con i discepoli e disse: -Se qualcuno vuol venire con me, smetta di pensare a se stesso, prenda la sua croce e mi segua-. Anche il Papa, se vuole andare con Gesù che è Risorto da morte ed è asceso al Cielo, deve percorrere oggi le vie del mondo, avendo come guida il Suo esempio tramandato dai Vangeli. In una delle sue prime omelie al collegio cardinalizio, Papa Francesco ha messo in guardia dal confessare Gesù senza la croce perché, ha fatto capire, ove la fede è trionfante si insidia il diavolo. Naturalmente Gesù stesso, prima di invitarci a seguirlo ci ha chiesto "SE" volevamo farlo; non ha obbligato nessuno, nemmeno Ferrara ed i suoi amici. L'articolo spiega molto bene tutte le ragioni per non firmare l'appello di Ferrara, ma ho voluto aggiungere il mio punto di vista, dopo aver letto un commento in cui si riportano alcune frasi, per me poco chiare, di J.H.Newman a giustificazione di uno dei firmatari.

 
20/02/2014 - Posizione assurda (FRANCESCO TARDINI)

Scusate, articolo semplicemente delirante, non tanto per la decisione di non firmare (faccia ciò che vuole), ma per le ragioni assurde per cui non lo fa. La Chiesa ha bisogno di preti e laici che diano battaglia, perchè la verità va affermata. Sono l'unico ad adorare il don Camillo Guareschiano?

 
18/02/2014 - Perchè ho firmato l'appello del Foglio (Monteduro Giuseppe)

"La Chiesa cristiana, come società visibile, è necessariamente una potenza politica o un partito. Può essere un partito trionfante o perseguitato, ma deve sempre avere le caratteristiche di un partito che ha priorità nell'esistere rispetto alle istituzioni civili che lo circondano e che è dotato, per il suo latente carattere divino, di enorme forza ed influenza fino alla fine dei tempi. Fin dall'inizio fu concessa stabilità non solo alla mera dottrina del Vangelo ma alla società stessa fondata su tale dottrina; fu predetta non solo l'indistruttibilità del cristianesimo, ma anche quella dell'organismo tramite cui esso doveva essere manifestato al mondo. Così il Corpo Ecclesiale è un mezzo divinamente stabilito per realizzare le grandi benedizioni evangeliche". "Dal momento che è diffusa l'errata opinione che i cristiani, e specialmente il clero in quanto tale, non abbiano nessuna relazione con gli affari temporali, è opportuno cogliere ogni occasione per negare formalmente tale posizione e per domandarne prove. E' vero invece che la Chiesa è stata strutturata al fine specifico (..) di immischiarsi del mondo. I membri di essa non fanno altro che il proprio dovere quando si associano tra di loro, e quando tale coesione interna viene usata per combattere all'esterno lo spirito del male (...) E se essi non possono ottenere di più, possono, almeno, soffrire per la Verità e tenerne desto il ricordo, infliggendo agli uomini il compito di perseguitarli". J.H. Newman

 
17/02/2014 - Invece del fare (claudia mazzola)

Guardate che bel messaggio della Regina della Pace ho trovato: 28 FEBBRAIO 1984. Pregate! Vi può sembrare strano che io parli sempre di preghiera. Tuttavia vi ripeto: pregate! Non esitate! Nel Vangelo avete letto: “Non affannatevi per il domani… a ciascun giorno basta la sua pena”. Non vi preoccupate dunque per il futuro. Limitatevi a pregare ed io, vostra Madre, mi prenderò cura di tutto il resto.

 
17/02/2014 - Generarale di una armata BRANCALEONE (nicola mastronardi)

Io penso che questo nuovo attacco di Ferrara a Papa Francesco (CHIESA E SPIRITO SANTO) è avvenuto, perché un benpensante come Antonio Socci dice che forse la rinuncia di Papa Benedetto XVI non è canonicamente valida. Ma la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali e l'elefantino si è circondato di una armata BRANCALEONE (tutti i firmatari) per attaccare il SANTO PADRE, come fa costantemente dall'inizio del suo pontificato. Il generale e l'armata brancaleone forse dimenticano che alla base del cristianesimo non c'è una idea ma un incontro come dice Papa Benedetto XVI: "All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva”.

 
17/02/2014 - Non chiudiamoci nel ghetto (Carmelo Grassadonio)

Sono abbastanza d'accordo: bisognerebbe evitare di piegare (o sollecitare) le parole di entrambi i "papi", quello regnante e quello emerito, in un gioco di falsificazione (di entrambi) un po' misero. Contro le ideologie del gender e del post-umano vanno certo combattutte delle battaglie, ma senza chiudersi in un "ghetto ideologico". Qualche tempo fa Galli Della Loggia ha scritto un coraggioso articolo sulla prima pagina del Corriere in cui denunciava il silenzio degli intellettuali italiani sui temi del matrimonio e adozioni gay. E' un esempio di come, se si esce fuori dalla solita compagnia di giro, si trovano convergenze ampie. Certo bisogna fare la fatica del dialogo, anche con chi non ripete "esattamente" le cose che dici tu. E' una fatica, però, che crea linee di sbarramento ampie e fruttuose. Nel ghetto, invece, si perdono tutte le battaglie.

 
17/02/2014 - Chiediamo alla vostra autorità (marco nocetti)

A me, invece, di Hollande e delle famiglie che si vuole fare non interessa più di poco: se la vedrà lui, che è maggiorenne, con le sue mogli, i suoi figli e, alla fine, con Nostro Signore; quello che mi interessa è che lui e quelli come lui lascino ai genitori la possibilità di educare i loro figli come credono più opportuno, non come decide il suo ministro Peillon (quello che scrive: "…bisogna essere capaci di strappare l’allievo da tutti i determinismi familiari, etnici, sociali, intellettuali…”). D’altra parte non c’era qualcuno che diceva: “Toglieteci tutto ma lasciateci la libertà di educare”? O è cambiato qualcosa? E a chi dobbiamo chiedere il sostegno al nostro impegno di cristiani e cittadini se non a quello che riconosciamo come una guida, spirituale per alcuni, culturale per altri?

 
17/02/2014 - Il Papa e… Ferrara (agostino nonini)

Io credo che il Papa sia davvero una incredibile testimonianza di Cristianesimo con la sua testimonianza e il suo semplice linguaggio "francescano", ma con la forza coraggiosa di un combattente alla Sant'Ignazio. Quando parla senti in lui vibrare la fede e la verità (e lasciamo perdere le battaglie alla Lepanto che di cristiano avevano ben poco: per capirlo sarebbe sufficiente ricordare che i Crociati entrati in Gerusalemme uccisero tutti, cristiani compresi). Trovo invece divertente (lo dico senza ironia) che Ferrara, evidentemente con narcisismo inesauribile, voglia essere il consigliere e la guida non solo di partiti e di uomini politici, ma anche del Papa, guida della Religione più diffusa e, almeno per me, più importante a livello mondiale! Quando parla, io lo ascolto volentieri, ma sento vibrare in lui solo un "ego" smisurato!

 
17/02/2014 - Agli anti-moralisti (Valentina Timillero)

A tutti quelli che quando non sanno cosa dire tirano fuori il moralismo. A parte l'arroganza di dire al Papa cosa deve fare; a parte la farisaica finzione "fogliante" di sollecitare una risposta "che combini l’energia della fede con le risorse della cultura razionale comuni a tutti, credenti e no", dalla quale tesi si deduce che, secondo i promotori, il papa NON lo stia facendo, ma questo poi dovrebbero anche dimostrarlo; ebbene, il problema è un altro, a mio avviso. Ed è che l'appello è SOLO una mossa politica; nient'altro che una sottile, astuta, già vista, ben dissimulata mossa politica. Il cui primo "brillante" risultato (ascrivibile alla falsa coscienza del promotore) è il seguente: "Conversione personale e iniziative comuni, anche quando fossero discutibili, non sono elementi contraddittori, ma complementari". Bene, bis. PS. complimenti all'articolista per la lucidità dell'analisi. Era ora.

 
17/02/2014 - Condivido Pichetto (Giuseppe Crippa)

Trovo del tutto condivisibile la critica di Pichetto all’iniziativa di Ferrara e soprattutto apprezzo il modo col quale la giustifica: anch’io vorrei avere come prima preoccupazione che Cristo viva in me e soltanto dopo che tutti gli Hollande che mi sono prossimi scoprano la grandezza di questa cosa. Se questo mi rendesse “diversamente focolarino” (purché i focolarini non si offendano) nessun problema, anzi! Quanto al tono della lettera, non ne colgo il moralismo ma questo non mi sorprende, consapevole come sono della mia limitata sensibilità.

 
17/02/2014 - Insegnare al papa come fare il papa (gabriella meroni)

Io non firmo perché questo appello chiede al papa di fare e di dire di più di quello che sta facendo e dicendo. E io non mi sognerei mai di insegnare al papa di fare il papa (forse Ferrara sì), semmai chiedo a Dio la fedeltà di seguirlo, chiunque egli sia.

 
17/02/2014 - il chip saltato (Giosuè Brichese)

Tutto fila nell'articolo. Cristo, l'Eucarestia la testimonianza di vita eppure vedo intrufolarsi nel ragionamento di un non so che di estraneo. Mah! Pare che qualcuno ti cambi il Chip cerebrale e ti scopri "diversamente focolarino" . . .sempre con rispetto.

 
17/02/2014 - "Non sono venuto a portare pace ma la spada" (carlo meroni)

"Le controffensive le fanno i governi, le armate...non i cristiani". Se a Lepanto e a Vienna avessero ragionato così, chissà dove saremmo a quest'ora. Certo che Cristo non ha bisogno di noi: gli basterebbe schierare le celebri "dodici legioni di angeli", ma a noi è chiesto di testimoniare fino al martirio in cosa crediamo davvero. Cristo divide, non unisce! Lo ha detto Lui nel Vangelo, mica io. Il cristianesimo non è affare da borghesucci da salotto, mio caro. Se le interessa che "il cristianesimo viva in lei", credo le interesserà che viva anche nel cuore dei suoi figli, se li ha. Giusto? Come ci entrerà Cristo nel cuore dei suoi figli, ad esempio, con la scuola che ci ritroviamo ad avere? Le cronache di questi giorni mi paiono più che esplicite, no? Contro certi "maestri" che si fa? Si battaglia o gli si lascia perseguire il loro scopo di distruzione dell'uomo dal suo interno? Dobbiamo darci tutti una svegliata.

 
17/02/2014 - mah! (laura cioni)

Nonostante l'autorevolezza dell'autore, il tono della lettera mi pare lievemente moralistico. Conversione personale e iniziative comuni, anche quando fossero discutibili, non sono elementi contraddittori, ma complementari.