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SANTO DEL GIORNO/ Il 17 febbraio si celebra San Teodoro di Amasea

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Teodoro, pur essendo consapevole della minaccia che gravava su di lui, invece di abiurare approfittò del tempo che Brinca gli aveva concesso per fare proseliti tra i suoi compagni e tra gli abitanti della città di Amasea. Inoltre, incendiò il grande tempio dedicato alla dea pagana Cibele, mandando su tutte le furie la popolazione locale, adirata per la distruzione del suo luogo di culto. Per il suo gesto, San Teodoro venne gettato in carcere, dopo essere stato duramente flagellato. La condanna era a morire di fame. Nonostante il digiuno forzato, Teodoro sopravvisse. Dopo alcune settimane, le autorità impressionate dal prodigio decisero di processarlo nuovamente, per dargli una nuova opportunità di ritrattare. Davanti ai magistrati, che lo lusingavano e lo tentarono proponendogli di fingere un'abiura di facciata per poter tornare libero, Teodoro rispose con sdegno, beffandosi al contrario delle loro proposte e mandandoli su tutte le furie. San Teodoro venne così condannato ad essere arso sul rogo. Era il 17 febbraio del 306. Secondo la tradizione, San Teodoro morì senza provare dolore. Il culto di San Teodoro si diffuse in Italia nel corso del sesto secolo grazie alle truppe dell'esercito bizantino comandato da Narsete. San Teodoro (conosciuto in lingua veneta come 'San Todaro') fu il patrono di Venezia prima che il corpo di San Marco venisse trasportato in Laguna. È patrono di Brindisi ed è il protettore di soldati e reclute.



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