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SANTO DEL GIORNO/ Il 18 febbraio si celebra Sant'Eladio di Toledo

In Spagna sant’Eladio fu prima amministratore della corte regia e dello stato, poi abate di Agalia e fu eletto dal re Recaredo come Vescovo della città di Toledo

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Il 18 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la memoria di Sant'Eladio di Toledo, vescovo visigoto vissuto a cavallo tra il VI e il VII secolo. Sant'Eladio nacque secondo la tradizione nell'anno 566, in seno a una delle più importanti famiglie dell'aristocrazia guerriera visigota. In quegli anni, il regno dei Visigoti era uno di quelli più importanti e solidi che erano sorti sulle ceneri dell'antico Impero Romano d'Occidente, dissoltosi nell'anno 476. I Visigoti, un tempo ariani, si erano da pochi anni convertiti al cattolicesimo: in molte zone periferiche del regno persisteva l'antico culto ariano. Sin da giovane, Eladio venne educato all'arte militare, come prevedeva in quel tempo la tradizione delle famiglie nobili visigote. Dopo aver preso parte ad alcune campagne militari contro i Bizantini, che avevano invaso il sud della Penisola Iberica mettendo a rischio l'esistenza del regno dei Visigoti, Eladio entrò nelle grazie del re. Grazie alle sue origini familiari nobili e al valore dimostrato in battaglia contro gli invasori, il re iniziò a prendere sempre più in considerazione il giovane Eladio, ammettendolo a far parte della corte e rivestendolo di importanti incarichi amministrativi. Nell'anno 589, il re Recaredo I lo scelse per partecipare come legato reale al Terzo Concilio di Toledo, che condannò definitivamente l'eresia ariana decretando la supremazia del cattolicesimo. Improvvisamente, Eladio si rese conto della vita dissoluta della corte e scelse di abbandonare per sempre quello sfarzo, chiedendo permesso al re di prendere i voti e di diventare monaco. Eladio, ricevuto il permesso del re, poté così farsi monaco, entrando nel monastero di Agalai, situato sulle rive del fiume Tago, diventando in breve abate. Era l'anno 605.Pur essendo l'abate del monastero di Agalai, Eladio non disprezzava il lavoro manuale e si occupava personalmente di svolgere le mansioni più umili e faticose. Il re, che stimava il valore di Eladio e lo considerava troppo intelligente per relegarlo in un umile monastero, gli chiese di divenire vescovo di Toledo, che in quegli anni era la capitale del regno dei Visigoti. Nel 615, dopo la morte del vescovo Aurasio, Toledo aveva bisogno di un nuovo vescovo. Recaredo pensò in Eladio in quanto la sua esperienza e la sua abilità si combinavano con una fede incrollabile e una morigeratezza che sfiorava l'ascetismo. Eladio, che dopo l'esperienza a corte rifuggiva gli onori e il lusso, accettò comunque l'offerta del sovrano, pensando che dall'alto della cattedra vescovile della capitale del regno avrebbe potuto migliorare la situazione della giovane chiesa spagnola, sconfiggendo l'arianesimo e le residue sacche pagane che rimanevano nelle aree montane della Penisola Iberica.