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ABORTO/ Che fine ha fatto la tanto decantata liberté?

Secondo PAOLA BONZI, la nuova legge sull'aborto che sta per essere approvata in Francia rappresenta la fine di ogni valore di libertà, fraternità, uguaglianza. Ecco perché

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Liberté, Egalité, Fratérnité. Questa la dichiarazione che da più di duecento anni contraddistingue il desiderio di democrazia della Francia e che, sempre da più di duecento anni, è stata esportata in tutto il mondo. Ma che significato darà alla parola libertà questa legge sull’aborto del domani? Dalla bozza di legge sembra essere una libertà negata. Infatti, per ora in Francia, ma la cosa potrebbe allargarsi a macchia d’olio in altri paesi, non si potrà offrire alla donna un altro punto di vista, la possibilità di riflettere insieme, come per esempio si propone al nostro Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli. Sembra che una simile azione potrà essere passibile di condanna e che la libertà sarà solo quella di abortire, visto che non è contemplata la possibilità di un ripensamento.

Al nostro Centro di Aiuto alla Vita, solo nel 2013, sono nati, anche per il nostro aiuto alle madri in difficoltà, 1.211 bambini. Se fosse stata in vigore quella bozza di legge che sta per essere approvata in Francia, quelle vite si sarebbero probabilmente spente e ne sarebbe rimasto solo il rimpianto. Ho usato l’espressione “donne in difficoltà”, ma i cittadini francesi non saranno più liberi di parlare con queste parole. Sempre in nome della libertà, solo la donna potrà valutare la sua difficoltà, la sua sofferenza. Eppure istituti di ricerca scientifica, parlano di fatica della donna di elaborare il suo lutto da aborto e di sofferenza nel continuare la vita quotidiana, soprattutto nelle relazioni.
Ritengo utile anche se doloroso, riportare una lettera scritta a un bambino a cui è stata tolta la possibilità di nascere.

Valentina,
un nome, un nome che a pronunciarlo mi provoca dolcezza, paura, angoscia, vergogna, Amore. Chi sei tu? Chi diavolo sei per farmi stare così? Perché il mio respiro si blocca, il mio cuore si contrae, la mia pancia diventa dura, i miei occhi bruciano e la mia testa sanguina quando penso a te? Ti imploro e ti supplico, lasciami in pace, vattene. Non voglio più vedere le ferite, sentire il dolore, non voglio più pensare che tu esista. E’ questo il prezzo che devo pagare per aver interrotto bruscamente il tuo viaggio verso la vita? E invece iniziare il mio lento ed inesorabile verso la morte? Da quando tu non ci sei più, solo dolore nella mia vita, da quando sei andata lontana e mi urli che invece ci sei, che vuoi essere vista, ascoltata, amata persino. E’ in questo nulla che ci siamo perse tu ed io, è in questo buio che non riusciamo più a vederci. Ora capisco che siamo legate, due sconosciute legate dallo stesso destino. E’ un pezzo di viaggio che abbiamo fatto insieme e che ci ha unito per sempre, credo.