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Cronaca

PANETTIERE SUICIDA/ Eduardo e quel groppo nero dell'ingiustizia così difficile da ingoiare

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Alla fine non capisci mai cosa ti contestano (ma davvero non posso farmi aiutare da mia moglie, qui è quasi casa nostra), l’importo della multa l’aveva saputo solo al mattino, quando era arrivato il messo comunale e già si era sentito un brivido nella schiena mentre lo salutava continuando a sorridergli, ancora. In paese ci conosciamo tutti, che colpa ne ha lui se mi porta una raccomandata.

Troppo, impossibile questa volta stare zitto e pagare, aveva dovuto chiedere aiuto; e non aveva più potuto resistere quando aveva capito che il suocero, il cognato disoccupato, la sua famiglia l’avrebbero aiutato. Non riusciva a ingoiare quel groppo nero dell’ingiustizia e della sfortuna che lo perseguitava, e gli era sembrato che anche loro ne sarebbero stati travolti.

Nel box si era seduto in macchina, aveva chiuso con il telecomando la serranda, nel buio tiepido e riposante aveva acceso il motore; abbassando lo sguardo si era accorto che aveva ancora i pantaloni e gli zoccoli bianchi della divisa, e le mani infarinate avevano lasciato le impronte sul volante.

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COMMENTI
03/03/2014 - Ricordando mio fratello (cinzia mazzone)

Mio fratello minore aveva studiato all'istituto alberghiero: a differenza della tradizione familiare in cui eravamo tutti lavoratori dipendenti, lui voleva diventare cuoco e mettersi in proprio: La prima volta rilevò una mensa, ma il socio scappò coi soldi, e noi della famiglia lo aiutammo ( anche i miei genitori con una sola pensione in 2); poi andò alle dipendenze, e lavorava molto, ma siccome si portò a casa un pezzo di formaggio, perchè non aveva cenato(era giovane) dovette risarcire la titolare, che lo aveva denunciato, con alcuni risparmi dei miei genitori; infine aprì una gastronomia, ma fu soppiantato in 3 mesi da tasse e multe per la ventola, o la tettoia alla vetrina ecc.: dormivano in 4 nel soppalco del negozio, perchè avevano lasciato l'alloggio d'affitto, poi siccome anche mia cognata s'infortunò, prese una commessa: ma senza soldi e tasse da pagare in anticipo, mio fratello voleva buttarsi nel Po: mia madre vendette un piccolo terreno ereditato e lo aiutò, perchè lui aveva 33 anni e voleva farcela: Ci riuscì a riprendersi,lavorando 14 ore al giorno, ma non curando una broncopolmonite e scompenso cardiaco (faceva una pausa di 7 giorni a settembre), morì a soli 53 anni: mi chiese di far dire le Messe gregoriane, ma non ne ho le possibilità. Spero che Dio sia misericordioso nella sua Mensa eterna.

 
22/02/2014 - quel giorno... (loris SOleri)

Prima di tutto questo articolo non fa capire bene i fatti. Non li racconta. Si fa della poesia inutile e fuori luogo, urticante. Secondo: auguro una morte atroce, in questa vita, col tempo di pentirsi se vogliono, a questi servi delle istituzioni. La finanza a Napoli ha tempo da perdere con i panettieri? Bene. Morite! Andate e bruciate all'Inferno. Perché arriverà quel giorno. E sarà d'ira. Si salvi chi può. Cani!

 
22/02/2014 - commento (Diego Perna)

Non è un'ingiustizia che ha tolto la vita al sig. Eduardo. solo state le leggi che affossano, nel senso ormai non solo figurato del termine, le persone oneste che cercano di tirare avanti una famiglia. Sì, perché anche in questo caso è la famiglia ad essere offesa e boicottata. Tra l' altro la moglie poteva trovarsi al lavoro in maniera del tutto occasionale, in un momento che il marito ad esempio, non stando troppo bene in salute, e non ci sono ammortizzatori per il lavoratore autonomo, ha chiesto alla persona piú vicina a sé, di essere aiutato. Gli autonomi sono tassati oltre misura e non ce la fanno piú a pagare i privilegi di chi detta le regole. Ciò che mi rattrista e nello stesso tempo mi fa rabbia è che non sarà l'ultimo a togliersi la vita per cause economiche della propria attività. P.s Non è la piccola fiammiferaia, cui viene da pensare leggendo questo articolo, perché e successo questa settimana. Buona Giornata