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ABORTO/ Perché per la Cgil un figlio vale meno del lavoro di una donna?

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Viene un sospetto, proprio dal tono delle sue parole; lei forse pensa che preferiscano   abortire?

Davvero se una donna sceglie di abortire (scelta drammatica e difficilissima) per ragioni cogenti e irrinunciabili, le bastano 250 euro al mese per rinunciare? 

E quanto costa un aborto allo Stato (visite mediche, psicologiche, ricovero, intervento, farmaci, controlli post e magari ancora psicologi per superare il trauma)?

A quanto mi risulta la legge 194 è stata approvata per dare la possibilità a una donna (e solo a lei, il padre o marito non può opporsi) di abortire una gravidanza indesiderata in condizioni di sicurezza. È un diritto che lo Stato riconosce, ma viene ribadita all'interno della legge stessa la necessità di offrire alla persona un sostegno nella scelta (la visita con lo psicologo per esempio) riconoscendo la drammaticità del fatto. Non è una appendicectomia, insomma, che si deve fare per salvarle la pelle. O per una questione precipuamente di salute fisica, se non in pochissimi, gravissimi casi, anche questi spesso risolti in modo strano, con madri che rifiutano la chemioterapia per salvare il figlio nel grembo.

Abortire non si "deve", si può. 

È una scelta, difficile, che mette a rischio la salute della donna, a cui si "deve" poter rinunciare se cambiano le condizioni. Anche questo è un diritto, equivalente.

Fa tanto scalpore quando il diritto all'aborto non è rispettato integralmente, vedi appunto quando mancano ginecologi non obiettori (so di pressioni fortissime fatte ai nuovi assunti per tale scelta), c'è una legge da rispettare.

Signora Taddei, Lei ha perfettamente ragione in questo. In molte cose che dice, in effetti, ha ragione. Sono d'accordo con Lei quando lamenta la mancanza dello Stato, come pure nelle affermazioni che riguardano le famiglie in difficoltà, gli indigenti, e anche nel fatto che non se ne dovrebbero far carico solo i centri religiosi. Perfettamente d'accordo.

Facciamo subito un Centro Aiuto alla Vita statale; sono d'accordissimo. Quello religioso continuerà a esserci, indipendente, come lo è fino ad ora, certamente. 

Diamo il sostegno non solo a chi sceglie di non abortire, ma a tutte le donne che scelgono di avere un bambino, quelle sotto un certo reddito, certo. A tutte.

Non solo alle pentite dell'aborto!

Salviamo tutte le madri, salviamo tutti i bambini: se il passo proposto dal Consiglio regionale lucano è stretto, troppo stretto, perfetto: allunghiamolo!

Ci sono Stati europei che hanno sconfitto la crescita zero proprio con sussidi specifici alle famiglie numerose, alle madri sole che studiano, quelle che lavorano e sono senza compagno: la Francia per esempio. 

Ecco, Lei denuncia a suo modo cose vere; ma non ragioniamo come i bambini invidiosi: siccome io non ce l'ho allora neanche lui deve averlo...

L'aiuto è diventato necessario: a tanti, a tutti. Allora non togliamolo a una categoria perché le altre non possono averlo. Facciamo in modo di condividerlo.

Questa è davvero la politica, l'arte di fare il bene del popolo.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
24/02/2014 - commento (francesco taddei)

voglio specificare che non ho alcun legame, nè ho mai conosciuto la signora Loredana Taddei citata nell'articolo.

 
24/02/2014 - commento (francesco taddei)

per rispondere al titolo-domanda: perchè il marxismo (a cui ancora si ispirano) è contro l'essere umano, perchè la costituzione più bella del mondo dichiara che il lavoro viene prima dell'essere umano, perchè i cosiddetti sindacati cattolici preferiscono lo statalismo soffocante piuttosto che la sussidiarietà. non esiste dialogo tra lavoratore e imprenditore, perchè presuppone il riconoscimento della pari dignità di chi mette i soldi. ciò avviene, ed è stato istituzionalizzato in germania, e solo con pochissimi casi in italia nelle aziende piccole.