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POVERTA'/ Le associazioni che sostengono i bambini italiani colpiti dalla recessione

Invece di sostenere economicamente i bambini poveri del terzo mondo, alcune associazioni italiane hanno cominciato ad aiutare i bambini poveri del nostro paese

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Invece di mandare i soldi ai bambini del terzo mondo, come successo fino a oggi, adesso quegli stessi soldi vengono impiegati per i bambini italiani. Lo denuncia il quotidiano inglese The Independent, parlando del caso dell'associazione benefica milanese Aiutare i bambini. In una intervista con i responsabili, il giornale inglese rivela come gli abituali finanziatori dell'associazione, famiglie benestanti italiane, da qualche tempo hanno chiesto che i loro soldi venissero impiegati per i numerosi casi di bambini italiani che vivono in condizioni di estrema povertà: circa 400 sono i bambini attualmente sostenuti dall'associazione da sei mesi a questa parte. Come spiega nell'intervista Alex Gusella di Aiutare i bambini, da quando l'associazione è nata nel 2000, sono stati adottati economicamente bambini di Africa e Asia, poi lo scorso anno si è deciso di offrire un aiuto anche ai bambini italiani. "L'Italia è uno dei paesi europei dove il livello di povertà infantile è tra i più alti" spiega Gusella. I sostenitori dell'iniziativa danno il loro aiuto economico a bambini compresi fra i sei mesi e i 3 anni di età, dal Piemonte alla Sicilia. I soldi vengono sostanzialmente impiegati per pagare le spese degli asilo nido e garantire un livello di nutrizione accettabile, spese quelle per l'asilo nido che molte famiglie italiane non sono in grado di pagare, in modo tale da dare la possibilità alle madri di avere il tempo necessario per poter lavorare.

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