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Cronaca

IL FATTO/ La "normalità" del male: incontrare un tassista e ridurlo in fin di vita

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Io non conosco quest'uomo, ma sono sicuro che è un poveraccio nel senso più profondo della parola, che non è il non aver soldi, ma l'incapacità di vivere. Non so perché, ma le poche notizie che ci hanno fornito i mezzi d'informazione raccontano tutte la stessa storia: di un uomo che non ce l'ha fatta. 

Eppure, nonostante tutto, un nuovo bambino sta per venire al mondo, prolungamento del suo sangue, e lui per proteggere il piccolo e la donna che lo porta in grembo non può contare se non su sé stesso. Il mondo lo cinge d'assedio, e questo tassista al volante della sua bella Prius è un emissario del mondo che lo ha umiliato.

Ora Alfredo Famoso è in coma e a noi non resta che pregare per lui. A ridurlo così non è stato un assassino ma un uomo debole, un uomo senza successo in un mondo che raccomanda il successo come unico rimedio al male di vivere. È stata una malattia che striscia ai lati degli sguardi, e che è fatta di povertà, di precarietà, e soprattutto di solitudine. 

Non è, in altre parole, un giallo: è soltanto una storia del nostro tempo.

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COMMENTI
25/02/2014 - Quante cose ci insegna il Signore. (claudia mazzola)

Un dì per un parcheggio un signore mi ha sbraitato contro, violento, spaventata non ho reagito,lui strabuzzando gli occhi se ne è andato. Al male bisogna stare di fronte come Qualcuno ci ha insegnato porgendo l'altra guancia, forse ha proprio ragione.