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IL CASO/ Dopo scuole e ospedali arriva il "carcere privato"

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Non mancano comunque le polemiche. Bisognerebbe però considerare che il privato è sempre più attore protagonista del welfare, in Italia come in Europa. In questo tempo di crisi economica, in cui le casse pubbliche sono sempre più vuote, il supporto che il privato-sociale sta dando al pubblico è di notevole importanza. Non solo il privato-sociale può sgravare i costi dello stato, ma in particolare il privato-sociale può svolgere un ruolo di eccellenza nel campo del welfare, e in Italia i casi della sanità lombarda ed abruzzese sono piuttosto eclatanti. Qual è il problema? La poca trasparenza? Le ruberie? Allora il sistema va semmai reso più trasparente e meno malsano.

Se consideriamo i dati del Rapporto sulla popolazione carceraria (maggio 2013) del Consiglio europeo, dopo la Serbia e la Grecia, l’Italia oggi è il Paese europeo con il più grave sovraffollamento nelle carceri: ogni 100 posti disponibili, i detenuti sono 147 (sono circa 68.000 a fronte di 44.000 posti letto). Nel 2010, l’Italia ha speso 116,68 euro al giorno per ogni detenuto (escluse spese mediche): significa che la spesa pubblica per ogni detenuto è di circa 45.000 euro l’anno (escluse spese mediche). Francia e Germania, che invece prendono in considerazione anche le spese mediche, ne hanno spesi rispettivamente 96,12 (circa 35.000 euro) e 109,38 (circa 40.000 euro).

Visti i costi dell’amministrazione penitenziaria, il supporto del privato-sociale nella gestione del trattamento penitenziario può giocare un ruolo significativo. Vediamo cosa ne sarà di questa prima esperienza pilota.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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