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Cronaca

PAPA/ Perché ai complottisti non bastano nemmeno le parole di Benedetto XVI?

Joseph Ratzinger ha preso carta e penna per mettere fine alle speculazioni sulla sua rinuncia al ministero petrino. CRISTIANA CARICATO commenta le parole del papa emerito Benedetto XVI

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Piccoli papi crescono. Tutti abbiamo visto il bambino mascherato da pontefice aggirarsi traballante sui sanpietrini all'ombra dell'obelisco e ieri un altro emulo in miniatura è stato lanciato, urlante, tra le braccia del Papa legittimo, grande e grosso. Confesso che a prima botta la cosa mi ha un po' inquietato, poi ripensando a mio nipote di 5 anni che ad ogni carnevale rifiuta le maschere ricevute in eredità dai suoi fratelli più grandi per inseguire i panni del suo eroe preferito, ho capito. I mini-papi sono un bel segno. 

Più delle copertine patinate e dei sondaggi con gli indici in ascesa testimoniano che Francesco piace. E soprattutto piace a chi ha il cuore semplice, i bambini. È il loro eroe. Non ha i superpoteri, ma cattura l'immaginazione. Qualcosa del genere: "anch'io da grande voglio essere simpatico e buono come lui e aiutare i poveri". Almeno mio nipote dice così. Anche se ha scelto la maschera da vichingo (e ci credo, prevede spada ed elmo con le corna, non c'è storia). 

Sono sicura che una parte di questo revival è dovuto anche a Benedetto. Tanto bianco non s'era mai visto. La tonaca candida affascina. Sebbene sia diventata persino oggetto di discussione feroce, punto di inciampo per analisti e storici, capo per fantasiose ricostruzioni. Sappiamo cosa si è scritto e detto nelle scorse settimane: quando il malumore per certe scelte di Francesco ha iniziato a serpeggiare, dentro e fuori la Chiesa, c'è chi ha tentato la strada facile e già battuta della contrapposizione, gettando sul tavolo la carta del Papa Emerito. Se il Papa non mi soddisfa, non devo ricorrere ai veleni o alle congiure, come nelle corti pontificie rinascimentali, posso tirare fuori dal cassetto il Papa emerito ancora impolverato di naftalina.

Tutto questo, beninteso, senza che l'interessato abbia mai minimamente incoraggiato certe nostalgiche rivendicazioni. Anzi, il povero Benedetto si è visto strattonare la tonaca semplificata a sua insaputa, usata per gettare veleno e scompiglio. Il metodo è stato quello delle legittime interrogazioni su una situazione che oggettivamente, nella sua novità, porta a valutazioni inedite. Ha contribuito ad alzare il numero dei punti interrogativi la tentazione di onorare degnamente gli anniversari (l'11 febbraio) e la scena straordinaria dell'abbraccio nella Basilica Vaticana tra Ratzinger e Bergoglio durante il Consistoro. "Perché Benedetto si è dimesso? Cosa c'è dietro? (o sotto, sopra, accanto e davanti?) Cosa intendeva quanto parlava di rinuncia "all'esercizio attivo" del ministero petrino? Qual è lo status teologico del pontefice emerito? Perché si veste di bianco e si fa chiamare Santità?" E ancora, ci si è spinti fino a più paradossali quesiti: "Abbiamo una Chiesa con due papi? Chi è il Papa tra i due? Diarchia?". 


COMMENTI
27/02/2014 - risposta? (alberto tondina)

quali parole? quelle riportate tra virgolette da Tornielli non spostano nessun problema, salvo straconfermare (e questo Socci MAI l'ha messo in dubbio) che quello di B XVI sia un atto libero e voluto dalla Provvidenza per il bene della Chiesa... quella sui vestiti è una battuta, molto "sacri palazzi", e quasi gesuitica... ma non è certo una risposta. Viva Cristo re! Viva Papa Francesco. Viva BXVI