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FRANCESCO SCHETTINO/ Si può ridurre un uomo ad un suo gesto?

Pubblicazione:venerdì 28 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 28 febbraio 2014, 12.33

Francesco Schettino (Infophoto) Francesco Schettino (Infophoto)

Ci vorrebbe un altro Borges, ci vorrebbe una nuova “Storia universale dell’infamia” per raccontare la sequenza fantastica ma eppur reale di tanti destini tenebrosi. Riprendendo in mano l’edizione di Adelphi di questa affascinante opera narrativa del grande scrittore argentino, leggo sul risvolto di copertina che egli intende scrivere con lo stesso scrupolo delle esistenze degli uomini, siano stati divini, mediocri o criminali. Vite intere ridotte a due o tre scene, come quella di Lazarus Morell, che apre la raccolta, rivenditore di schiavi negri nelle paludi originate dalla “acque mulatte” del Mississipi . Ma il punto è: si può definire una vita con tre pennellate? Si può ridurre un uomo ad un suo gesto, fosse anche abbietto, infame? O spettacolarmente eroico?

Sempre Borges, in metafora, avverte che leggere è una attività successiva a quella di scrivere: più intellettuale. Non si pensi perciò che le nostre vite o quelle degli altri, una volta scritte da un giornalista, da un giudice, da un calunniatore invidioso o da un incensatore di regime, siamo scritte per sempre. Siano definite. Occorre poi sempre leggerle. Ed è quello che, speriamo, faccia il buon Dio, alla fine. Anzi abbia già cominciato a fare, a nostra insaputa, portandosi un po’ avanti nel lavoro.



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COMMENTI
03/03/2014 - Leggere (luisella martin)

Un bell'articolo, un tuffo nella storia della nostra Marina, Militare e non; storia di uomini italiani! Ma la frase finale dell'articolo, quella speranza che Dio legga nelle nostre vite, é proprio orrenda! E' il comandante Schettino che deve leggere nella sua vita, come facciamo tutti, sia quelli che scrivono di sè, sia quelli che lasciano siano altri a farlo. Dio poi, che noi chiamiamo talora Provvidenza, non ci lascia un solo istante, non ha lasciato nessuno su quella nave, ne ha solo presi alcuni con sé prima di altri; E' Dio che legge e scrive (se glielo permettiamo)la vita di ciascuno di noi!