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SANTO DEL GIORNO/ Il 28 febbraio si celebra san Romano di Condat

Pubblicazione:venerdì 28 febbraio 2014

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

La fama delle comunità religiose del Giura intanto andava diffondendosi e così, quando sant'Ilario, vescovo di Arles, si trovò a passare per Besançon, volle incontrare Romano e lo ordinò sacerdote per conferirgli il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. Nonostante ciò Romano non mutò il suo modo di vivere e continuò ad applicare rigorosamente la sua regola.

Nel 450 il santo fondò un altro monastero sull'altro versante del massiccio del Giura, in quello che oggi è territorio svizzero e sempre in territorio svizzero compì il suo miracolo più famoso. Si narra che Romano sulla via per Sain Maurice en Valais, dove si recava per pregare sulla tomba di san Maurizio, chiese ospitalità in una capanna dove vivevano due lebbrosi. I due uomini non volevano accoglierlo per timore di contagiarlo, ma il santo dormì ugualmente sotto il loro tetto e il mattino dopo ripartì di buonora. Quando i due lebbrosi si risvegliarono si ritrovarono guariti e si recarono a Ginevra per dire a tutti del miracolo. I cittadini allora andarono alla ricerca di Romano accoglendolo con una grande festa e il santo colse l'occasione per invitarli a pentirsi e a convertirsi alla fede cristiana.

Romano morì nel 460 nel suo monastero di Condat e qui fu sepolto. Le sue reliquie furono da subito venerate, ma nel XVI secolo un incendio distrusse l'abbazia ed egli fu traslato nella chiesa di Saint Romain de Roche, dove ancora oggi riposa in un mausoleo a lui dedicato. Il monastero di Condat, dopo alcune ricostruzioni, ha preso il nome di Saint Claude e qui si svolge ogni anno, il lunedì di Pentecoste, una sentitissima processione in ricordo di Romano.



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